Doppio Ponte di Vallina: la Regione dà parere favorevole

Ho un’altra notizia importante per tutto il nostro Comune, e per la Valle dell’Arno in particolare, da darvi oggi: la Regione Toscana ha concluso con il parere favorevole il procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) per la costruzione del cosiddetto “doppio ponte di Vallina”.
Si tratta di un progetto Anas finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e sostenuto dalla Regione Toscana, un’opera strategica per migliorare la circolazione stradale, la sicurezza e l’impatto ambientale del traffico nell’intera Valle dell’Arno. Il progetto interessa il nostro Comune insieme a quello di Bagno a Ripoli: una variante dell’abitato di Vallina che prevede la realizzazione di due ponti sull’Arno per collegare la località di Vallina, nel Comune di Bagno a Ripoli, con la località di Quintole, nel Comune di Fiesole. L’opera prevede anche un sistema di tre rotatorie, una nel nostro Comune, due in quello di Bagno a Ripoli, oltre a una pista ciclabile e a un parco fluviale agricolo dell’Arno, lungo l’ansa del fiume sul lato Fiesole. Per la realizzazione dell’opera si stimano necessari 31 mesi dalla consegna dei lavori. Si tratta di un bel lavoro di squadra che stiamo portando avanti con Anas, Comune di Bagno a Ripoli, Città Metropolitana e Regione Toscana. Un progetto in cui la nostra Amministrazione crede molto e che avrà come conseguenza lo spostamento del traffico sulla riva sinistra dell’Arno sull’attuale Provinciale 34, liberando così le nostre frazioni dalla morsa delle auto e dei camion.

Urbanistica a consumo di suolo zero

URBANISTICA A CONSUMO DI SUOLO ZERO

LE IDEE

 Anche se nel nostro Comune il rapporto percentuale tra la superficie coperta dal perimetro urbano e la superficie totale è solamente di circa il sette per cento, siamo contrari a nuove edificazioni per civile abitazione, come quelle permesse senza alcuna lungimiranza dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto: si pensi al Piano attuativo 11 Girone Alto previsto dal precedente Piano regolatore, che ha visto nel 2007 la distruzione di un’intera collina e di un paesaggio secolare per far posto a una schiera di villette bifamiliari ancora non finite e mai vendute.

La popolazione di Fiesole nell’ultimo triennio si mantiene costante e la generale crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio non sembra risparmiare l’investimento immobiliare in nuova edilizia. Ma anche indipendentemente da queste ragioni di buon senso, crediamo che il territorio fiesolano tragga la sua maggior ricchezza dalla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi centri abitati, che purtroppo negli ultimi trent’anni sono stati oggetto di numerosi scempi con edificazioni quanto meno discutibili da non ripetere mai più.

I FATTI

In questi anni la nostra urbanistica ha cercato di sostenere la qualità del territorio fiesolano dentro un quadro di salvaguardia degli equilibri ambientali e dei valori del patrimonio materiale ed immateriale. 

Negli ultimi anni abbiamo lavorato insieme ai cittadini, coinvolti in un lungo percorso di partecipazione, alla stesura del Piano Strutturale Comunale, il principale strumento di pianificazione urbanistica del Comune, che ha lo scopo di delineare le scelte strategiche di sviluppo del nostro territorio, per tutelarne l’integrità fisica ed ambientale e tracciarne l’identità sociale, economica e culturale. Il Piano Strutturale è stato preceduto da una variante che ha nuovamente reso operativi i piani di recupero per alcuni complessi edilizi ed aree da riqualificare, rendendo chiaro che non puntiamo a consumare nuovo suolo, ma a recuperare e riusare quanto abbiamo.

Il nostro Piano Strutturale amplia notevolmente le possibilità per il riuso di edifici sottoutilizzati, in un quadro di compatibilità di funzioni e di salvaguardia degli interessi collettivi, mantenendo un occhio attento anche all’edilizia sociale. Allo stesso tempo, dentro il perimetro del territorio già urbanizzato, dà nuove possibilità di crescita per le funzioni produttive e commerciali, che così avranno l’opportunità di ampliare le proprie strutture con una ricaduta positiva anche sull’occupazione. 

Un discorso a parte merita il Distretto Biologico di Fiesole, che nel Piano Strutturale è stato fatto corrispondere a un parco agricolo. È il primo passo necessario per introdurre nel Piano Operativo le misure che aiutino e sostengano gli operatori agricoli nelle operazioni edilizie e di trasformazione finalizzate alle loro attività. 

LE PROPOSTE

Tutta la documentazione relativa al Piano Strutturale e successivamente al Piano Operativo Comunale sarà resa disponibile sul sito web del Comune. È nostra intenzione rendere questi materiali sempre più facilmente consultabili per i professionisti del settore e per tutti cittadini.Vogliamo procedere nell’informatizzazione delle pratiche per permetterne la consultazione online.

Le possibilità offerte dal Piano Strutturale andranno rese concrete mediante un Piano Operativo Comunale che stabilisca per i prossimi cinque anni quali e quante delle previsioni contenute rendere immediatamente attuabili e che aiuti nell’attività quotidiana di gestione delle trasformazioni.

Queste decisioni dovranno essere prese, nel quadro delle regole di legge, senza tentativi di aggiramento di alcun principio di buon governo del territorio, con un’ampia partecipazione degli attori interessati e dei cittadini, in collaborazione con gli Enti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del territorio e che hanno sempre dimostrato una grande disponibilità: nel proporre soluzioni innovative per alcune problematiche (dal Distretto Biologico, al Progetto di ciclovia e di mobilità ciclabile assistita presentato all’Unione Europea, ad altre opere minori) si è costruito un rapporto proficuo con alcune istituzioni di ricerca a partire dalle Università di Firenze e Pisa. Tale rapporto ha la possibilità di essere ripreso e sviluppato per favorire nuovi studi e proposte che abbiano impatti positivi per il territorio e che comprendano azioni di documentazione, ma anche di valorizzazione e proposta. Questo lavoro collettivo costante dovrà continuare per creare un progetto di territorio veramente condiviso.

In collaborazione con gli attori locali e con altri livelli amministrativi ed istituzionali nei prossimi cinque anni occorrerà proseguire il lavoro su progetti iniziati e su altri da avviare:

  • la ciclovia dell’Arno, che per noi è anche un collegamento locale, ma che fa parte del più ampio progetto finanziato dalla Regione Toscana a cui stiamo collaborando da tempo;
  • la passerella ciclo-pedonale Compiobbi-Vallina, finanziata dal Ministero tramite il Bando Periferie, ad oggi progettata e di cui occorrerà seguire la realizzazione;
  • una nuova struttura per attività sportive nella Valle del Mugnone, ad oggi prevista nel Piano Strutturale, e per la quale dovremo lavorare in termini di collaborazione con possibili investitori privati;
  • il riuso dell’ex ospedale Sant’Antonino di Fiesole, che il Piano Strutturale ha stabilito rimanga a destinazione socio-sanitaria con una zona da adibire a Distretto;
  • il doppio ponte di Vallina, progetto di Anas finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e sostenuto dalla Regione Toscana, è un’opera strategica per migliorare la circolazione stradale, la sicurezza e l’impatto ambientale del traffico nell’intera Valle dell’Arno.

Le manutenzioni del patrimonio pubblico sono state negli anni scorsi un elemento di grande difficoltà data la ristrettezza di fondi che sarebbero necessari per un territorio ampio e complesso come il nostro. La ricerca di finanziamenti esterni è stata molto proficua, ma adesso occorre portare a compimento alcune operazioni intraprese e già finanziate quali:

  • la fognatura in Valle dell’Arno, che permetterà finalmente di risolvere il problema della depurazione e la cui esecuzione è a carico totale di Acque Toscane; 
  • il progetto di riqualificazione e adeguamento delle scuole in Valle dell’Arno, inserito nel più ampio quadro del Bando Periferie.

Allo stesso tempo occorrerà proseguire nell’opera di reperimento dei fondi per tutti gli altri edifici scolastici che necessitano anch’essi di lavori di miglioramento e che ad oggi hanno beneficiato solo di finanziamenti minori.

Sull’acquedotto è già stato stabilito un programma di interventi importante, che porterà alla sistemazione della diga della Calvanella (Olmo) e alla sostituzione e miglioramento di alcune porzioni rilevanti della rete di distribuzione. 

Le strade sono state ad oggi uno degli elementi di sofferenza per le manutenzioni. Piccoli interventi sono in atto, ma certamente nei prossimi anni ci daremo da fare per cercare di reperire fondi maggiori per questo tipo di manutenzione.

Sul versante degli spazi pubblici sono stati effettuati alcuni piccoli interventi. Non molto in termini di quantità rispetto a quanto sarebbe necessario, ma anche in questo campo proponiamo un metodo di lavoro innovativo, come avvenuto per il “campino” della Scuola di Borgunto, che è stato oggetto di un finanziamento privato (Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze) vinto in un bando di gara: il campino è stato il protagonista di un progetto elaborato con la partecipazione degli utenti principali, i ragazzi della Scuola, impegnati in una vera attività di progettazione collettiva guidata da un gruppo di professionisti. Il progetto che ne è scaturito verrà in parte realizzato nel 2019 e per le rimanenti fasi si dovranno trovare ulteriori finanziamenti, ma rimane comunque un’indicazione importante di un modo di lavorare che vorremo riproporre quando e dove possibile.

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La salvaguardia del territorio e la tutela dell’ambiente

LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE

LE IDEE

Consideriamo il territorio fiesolano un bene comune di tutti i cittadini, indipendentemente dalla proprietà individuale della terra. Dei 42 chilometri quadrati di superficie totale del Comune, più del novanta per cento è occupata da campi e boschi, per la maggior parte coltivati a olivo e vite, ma anche a seminativi e a piccole colture di qualità come lo zafferano, ortaggi e frutta, tartufo nero, giaggiolo. I boschi per la maggior parte sono annessi ad aziende agricole. Le aziende agricole sono distribuite, in modo omogeneo, in tutta l’area comunale (Fiesole capoluogo, Valle dell’Arno e Valle del Mugnone) e costituiscono in molti casi dei veri e propri centri d’eccellenza. Il 45 per cento della superficie agricola utilizzata è coltivato secondo il metodo biologico. Quest’ultimo opera in particolare sulla qualità del terreno che, così, è meno soggetto all’erosione, trattiene acqua, impedisce la percolazione, mantiene il carbonio organico, garantisce la buona qualità degli alimenti, assicura la vitalità dell’ecosistema e lo rende reattivo agli impatti esterni. Risulta evidente che ai nostri agricoltori spetta l’onore e l’onere di contribuire da protagonisti alla manutenzione del territorio, alla qualità dei suoli, delle acque e dell’aria. 

I FATTI

Il rispetto per l’ambiente e per la salute è stato e continuerà ad essere uno dei fili conduttori della nostra politica. Abbiamo sostenuto la necessità del biologico fin dalla prima infanzia, introducendo già dal 2015 cibi prevalentemente biologici e a chilometro zero nelle nostre mense scolastiche.

Il “Regolamento per la tutela del verde pubblico e privato”, approvato nel 2017, istituisce fortissime limitazioni all’impiego dei pesticidi, che possono avere conseguenze nocive per l’ambiente e per le persone.

I cittadini, gli esercizi commerciali e le aziende fiesolane da tempo si adoperano con successo nella differenziazione di rifiuti, che già nel 2015 era arrivata circa al 70 per cento (una delle più alte nella nostra Regione). La gestione dei rifiuti ha subito negli ultimi anni una forte riorganizzazione a livello regionale e vive alcune forti criticità in merito allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Per questo è ancora più importante lavorare per la diminuzione complessiva dei rifiuti prodotti e per una corretta differenziazione alla fonte. Dopo una lunga fase di partecipazione e di informazione nella quale sono stati coinvolti tutti i cittadini (8 assemblee nel 2017 e 11 assemblee nel 2019), si è deciso insieme di fare meglio e di più, introducendo su tutto il territorio la raccolta porta a porta, universalmente riconosciuta come il metodo attuale più efficace per differenziare i rifiuti.

La nostra Amministrazione ha promosso e sostenuto la nascita del Distretto biologico sul territorio, entrando a farne parte e riconoscendo nell’agricoltura di qualità il soggetto trainante per la riqualificazione sostenibile del territorio.

Fra le opere pubbliche portate avanti durante il nostro mandato è doveroso in questo contesto ricordare la realizzazione quasi terminata della rete fognaria e di depurazione in Valle dell’Arno, che metterà fine all’annoso e più volte rinviato problema della dispersione nell’ambiente delle acque reflue contaminate da parte di alcune nostre frazioni.

Abbiamo realizzato un Piano Comunale di Protezione Civile, che è diventato linea-guida per l’intera Toscana: il piano è stato presentato a tutta la popolazione con la collaborazione delle nostre associazioni di Protezione Civile.

Queste e molte altre pratiche hanno valso a Fiesole il riconoscimento delle Spighe Verdi assegnato dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale – Italia ai Comuni rurali che hanno rispettato criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio (e di cui hanno beneficiato nel 2018 solo 31 Comuni in Italia, di cui solo 5 in Toscana).

LE PROPOSTE

 La scarsità di risorse pubbliche, effetto della generale crisi finanziaria ed economica, è divenuta ormai condizione strutturale per le Pubbliche Amministrazioni, che poco investono sulla cura e la manutenzione del territorio. 

È quindi più che mai necessario iniziare a costruire e mettere in pratica strumenti e modelli innovativi, che da una parte consentano all’Amministrazione di dare nuove risposte a fronte di risorse limitate e dall’altra permettano di costruire una nuova dimensione relazionale e di cooperazione tra pubblico e privato. 

Sul nostro territorio sono presenti due aree naturali protette di interesse locale: Montececeri e, solo per una parte, l’ANPIL del Mensola. Queste aree sono state sostanzialmente abolite dalla Legge Regionale 30 del 19 marzo 2015, senza poter essere al momento inquadrate in una nuova forma di tutela istituzionale. Nonostante tale situazione di incertezza normativa, proseguiremo la ricerca di fondi per la manutenzione delle aree naturali già istituite, per la protezione, il riconoscimento e la valorizzazione di altre aree di grande valore ambientale, come la Valle del Sambre. 

Continueremo a sostenere un progetto di insieme per le aree naturali legate dalla presenza del reticolo idrografico dell’Arno (proposta già avanzata in sede di elaborazione del Piano strategico della Città Metropolitana) e svilupperemo un Progetto di paesaggio da proporre alla Regione Toscana nel quadro degli strumenti per la valorizzazione previsti dal piano paesaggistico.

La trasformazione in atto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti rimane un passaggio importante che deve essere accompagnato dall’Amministrazione, oltre che dal Gestore del servizio, ed i cui esiti devono essere monitorati. Per questo abbiamo promosso l’adesione del Comune alla strategia denominata Rifiuti Zero e abbiamo posto le basi per la creazione di un Osservatorio locale sui rifiuti, al quale possano partecipare gli utenti del servizio, che monitori l’andamento e le modalità della raccolta porta a porta, proponga miglioramenti per calibrarla alle particolarità del territorio e delle diverse frazioni, suggerisca e sostenga attività di informazione ed educazione su percorsi attuabili di diminuzione dei rifiuti, come ad esempio la riduzione degli imballaggi alla fonte. L’Osservatorio andrà istituito non appena insediata la futura Amministrazione.

Il Piano predisposto dall’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ATO Toscana Centro al momento contempla un unico Centro di raccolta per Fiesole situato nella Valle del Mugnone, attualmente in fase di progettazione definitiva e di prossima realizzazione. Una dislocazione assai lontana e scomoda per gli abitanti della Valle dell’Arno, dei quali ci impegneremo a fare da portavoce, affinché possano al più presto usufruire di un servizio analogo seppur situato nei Comuni limitrofi.

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Otto milioni di finanziamenti

Davanti alle ristrettezze di bilancio (di cui si parla qui) non siamo stati con le mani in mano. Siamo andati a cercare e trovare finanziamenti pubblici della Regione, dei Ministeri e dell’Unione Europea, così come avevamo previsto nel nostro programma elettorale. Abbiamo messo in campo otto milioni di euro, un risultato mai raggiunto dalle precedenti Amministrazioni, destinati alla progettazione e alla realizzazione di importanti opere pubbliche: la fognatura nella Valle dell’Arno, opera attesa da anni e la cui assenza ci avrebbe procurato sanzioni derivanti dalle normative europee sull’inquinamento; la messa in sicurezza delle scuole nella Valle dell’Arno; la manutenzione delle scuole di Pian di Mugnone, Compiobbi e Caldine, la passerella ciclopedonale sull’Arno a Compiobbi. Oltre a una serie di progetti che hanno visto protagonisti i nostri Musei.

Ecco nel dettaglio i finanziamenti che siamo riusciti a trovare per opere e servizi nel Comune.

  • Un finanziamento del Ministero dell’Ambiente (erogato attraverso l’Autorità Idrica Toscana) di circa 2 milioni di euro per la realizzazione della nuova fognatura nella valle dell’Arno.
  • Un finanziamento di circa 3 milioni ottenuto attraverso il Bando Periferie del Governo per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici nella valle dell’Arno.
  • Il finanziamento di 2,425 milioni, sempre all’interno del Bando Periferie, della passerella ciclo-pedonale fra Compiobbi e Vallina, finanziamento richiesto insieme al Comune di Bagno a Ripoli e gestito dalla Città Metropolitana.
  • I finanziamenti regionali ottenuti per studi sulle condizioni dell’edilizia scolastica: 33mila euro circa per verifiche sismiche e 46mila euro circa per verifiche ai solai.
  • Il finanziamento per la sistemazione del campo di calcetto vicino alla scuola di Borgunto, proveniente dal bando Spazi attivi della Fondazione Cassa di Risparmio per 32mila euro, integrato da un cofinanziamento dell’Amministrazione Comunale per una cifra equivalente.
  • Nell’ambito del Sistema di cooperazione tra Musei, a cui partecipano, assieme al Comune di Fiesole (capofila), il Comune di Firenze con Mus.e, l’Istituto degli Innocenti e la Fondazione Primo Conti, sono stati realizzati alcuni progetti di rete, che hanno ottenuto il contributo della Regione Toscana: 81mila euro nel 2017 per il progetto “Il pubblico al centro”; 17mila nel 2017 per “Museo? I don’t like”. E nel 2018, 36mila euro per un importante progetto di inclusione: AMIR – Accoglienza, Musei, Inclusione, Relazione – per favorire il dialogo fra musei e migranti. Un progetto che ha ottenuto la valutazione più alta della commissione valutatrice.
  • Inoltre nel 2017 i Musei di Fiesole hanno ottenuto un contributo di 20mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, sul Bando “Laboratori Culturali”, per la realizzazione del wi-fi negli spazi museali e la realizzazione di una App in realtà aumentata di ausilio alla visita del Museo Bandini.

E ancora, abbiamo partecipato ai bandi della Regione Toscana per la realizzazione della ciclovia dell’Arno. La proposta del Comune è entrata nell’elenco dei tratti finanziati, ma il finanziamento non è stato ad oggi ancora erogato.