La sicurezza, un bene comune

LA SICUREZZA, UN BENE COMUNE

LE IDEE

Il benessere individuale e collettivo dipende anche dal senso di tranquillità e sicurezza che ciascuno di noi percepisce nel luogo in cui vive. Indipendentemente dalla sua incidenza reale, la paura della criminalità influenza negativamente le nostra vita quotidiana. Crediamo che sviluppare il senso di appartenenza alla comunità serva indirettamente e preventivamente a contrastare l’insorgere della criminalità e a favorire il rispetto della legalità. La sicurezza, così come la salute e l’istruzione, è un bene comune del quale i cittadini possono e devono prendersi cura, ferme restando le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà sancito dalla nostra Costituzione.

I FATTI

Come su tutto il territorio nazionale, anche a Fiesole gli abitanti subiscono da anni principalmente effrazioni, furti in appartamento e atti di vandalismo. Si richiedono a più voci interventi incisivi da parte delle Forze dell’Ordine, che non riescono a far fronte alle richieste di soccorso a causa dei tagli imposti da parte di tutti i Governi che a livello nazionale si sono succeduti nel corso degli ultimi anni.

In materia di sicurezza abbiamo portato avanti politiche ampie che hanno coinvolto più Amministrazioni. In questo senso sono stati firmati atti importanti fra cui:

  • un protocollo tra Prefettura e Sindaci del territorio fiorentino, per regolare e organizzare il “controllo di vicinato”: l’obiettivo è quello di innalzare gli standard di sicurezza della comunità in ambito urbano;
  • un Regolamento di Polizia Urbana e norme per la convivenza civile, condiviso da 21 Amministrazioni comunali della Città Metropolitana di Firenze.

LE PROPOSTE

 Continueremo a farci portavoce nei vari tavoli istituzionali, chiedendo un maggiore controllo su tutto il nostro territorio anche con la sottoscrizione di un Patto per la sicurezza con la Prefettura, come previsto dal Decreto Legge 14/2017.

Contemporaneamente favoriremo tutte le forme di partecipazione dei cittadini in tema di sicurezza urbana, di presidio del territorio e di educazione alla legalità, anche facendo ricorso ai Patti di Cittadinanza Attiva, nell’ambito del Regolamento Comunale vigente.

A Fiesole si è già costituito, nella zona del Girone, un gruppo di cittadini organizzati in associazione per il controllo di vicinato. L’Amministrazione sosterrà questa iniziativa e lavorerà per creare situazioni analoghe in altre parti del nostro territorio. Siamo convinti che la creazione di reti virtuose tra cittadini porti vantaggi alla crescita e alla sicurezza di tutta la comunità.

In tema di sicurezza stradale abbiamo stipulato un accordo a costo zero con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli studi di Firenze per una ricerca finalizzata al miglioramento della sicurezza della circolazione stradale e alla diminuzione del numero di incidenti. Saremo il primo Comune del territorio fiorentino ad avere a disposizione uno strumento che ci metterà in grado di valutare l’effettiva pericolosità della rete stradale e verificare le misure correttive da mettere in opera.

Vai alla sezione successiva: Lo sport, laboratorio di comunità

Torna alla sezione precedente: La salute diffusa

Torna all’indice del Programma

Urbanistica a consumo di suolo zero

URBANISTICA A CONSUMO DI SUOLO ZERO

LE IDEE

 Anche se nel nostro Comune il rapporto percentuale tra la superficie coperta dal perimetro urbano e la superficie totale è solamente di circa il sette per cento, siamo contrari a nuove edificazioni per civile abitazione, come quelle permesse senza alcuna lungimiranza dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto: si pensi al Piano attuativo 11 Girone Alto previsto dal precedente Piano regolatore, che ha visto nel 2007 la distruzione di un’intera collina e di un paesaggio secolare per far posto a una schiera di villette bifamiliari ancora non finite e mai vendute.

La popolazione di Fiesole nell’ultimo triennio si mantiene costante e la generale crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio non sembra risparmiare l’investimento immobiliare in nuova edilizia. Ma anche indipendentemente da queste ragioni di buon senso, crediamo che il territorio fiesolano tragga la sua maggior ricchezza dalla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi centri abitati, che purtroppo negli ultimi trent’anni sono stati oggetto di numerosi scempi con edificazioni quanto meno discutibili da non ripetere mai più.

I FATTI

In questi anni la nostra urbanistica ha cercato di sostenere la qualità del territorio fiesolano dentro un quadro di salvaguardia degli equilibri ambientali e dei valori del patrimonio materiale ed immateriale. 

Negli ultimi anni abbiamo lavorato insieme ai cittadini, coinvolti in un lungo percorso di partecipazione, alla stesura del Piano Strutturale Comunale, il principale strumento di pianificazione urbanistica del Comune, che ha lo scopo di delineare le scelte strategiche di sviluppo del nostro territorio, per tutelarne l’integrità fisica ed ambientale e tracciarne l’identità sociale, economica e culturale. Il Piano Strutturale è stato preceduto da una variante che ha nuovamente reso operativi i piani di recupero per alcuni complessi edilizi ed aree da riqualificare, rendendo chiaro che non puntiamo a consumare nuovo suolo, ma a recuperare e riusare quanto abbiamo.

Il nostro Piano Strutturale amplia notevolmente le possibilità per il riuso di edifici sottoutilizzati, in un quadro di compatibilità di funzioni e di salvaguardia degli interessi collettivi, mantenendo un occhio attento anche all’edilizia sociale. Allo stesso tempo, dentro il perimetro del territorio già urbanizzato, dà nuove possibilità di crescita per le funzioni produttive e commerciali, che così avranno l’opportunità di ampliare le proprie strutture con una ricaduta positiva anche sull’occupazione. 

Un discorso a parte merita il Distretto Biologico di Fiesole, che nel Piano Strutturale è stato fatto corrispondere a un parco agricolo. È il primo passo necessario per introdurre nel Piano Operativo le misure che aiutino e sostengano gli operatori agricoli nelle operazioni edilizie e di trasformazione finalizzate alle loro attività. 

LE PROPOSTE

Tutta la documentazione relativa al Piano Strutturale e successivamente al Piano Operativo Comunale sarà resa disponibile sul sito web del Comune. È nostra intenzione rendere questi materiali sempre più facilmente consultabili per i professionisti del settore e per tutti cittadini.Vogliamo procedere nell’informatizzazione delle pratiche per permetterne la consultazione online.

Le possibilità offerte dal Piano Strutturale andranno rese concrete mediante un Piano Operativo Comunale che stabilisca per i prossimi cinque anni quali e quante delle previsioni contenute rendere immediatamente attuabili e che aiuti nell’attività quotidiana di gestione delle trasformazioni.

Queste decisioni dovranno essere prese, nel quadro delle regole di legge, senza tentativi di aggiramento di alcun principio di buon governo del territorio, con un’ampia partecipazione degli attori interessati e dei cittadini, in collaborazione con gli Enti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del territorio e che hanno sempre dimostrato una grande disponibilità: nel proporre soluzioni innovative per alcune problematiche (dal Distretto Biologico, al Progetto di ciclovia e di mobilità ciclabile assistita presentato all’Unione Europea, ad altre opere minori) si è costruito un rapporto proficuo con alcune istituzioni di ricerca a partire dalle Università di Firenze e Pisa. Tale rapporto ha la possibilità di essere ripreso e sviluppato per favorire nuovi studi e proposte che abbiano impatti positivi per il territorio e che comprendano azioni di documentazione, ma anche di valorizzazione e proposta. Questo lavoro collettivo costante dovrà continuare per creare un progetto di territorio veramente condiviso.

In collaborazione con gli attori locali e con altri livelli amministrativi ed istituzionali nei prossimi cinque anni occorrerà proseguire il lavoro su progetti iniziati e su altri da avviare:

  • la ciclovia dell’Arno, che per noi è anche un collegamento locale, ma che fa parte del più ampio progetto finanziato dalla Regione Toscana a cui stiamo collaborando da tempo;
  • la passerella ciclo-pedonale Compiobbi-Vallina, finanziata dal Ministero tramite il Bando Periferie, ad oggi progettata e di cui occorrerà seguire la realizzazione;
  • una nuova struttura per attività sportive nella Valle del Mugnone, ad oggi prevista nel Piano Strutturale, e per la quale dovremo lavorare in termini di collaborazione con possibili investitori privati;
  • il riuso dell’ex ospedale Sant’Antonino di Fiesole, che il Piano Strutturale ha stabilito rimanga a destinazione socio-sanitaria con una zona da adibire a Distretto;
  • il doppio ponte di Vallina, progetto di Anas finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e sostenuto dalla Regione Toscana, è un’opera strategica per migliorare la circolazione stradale, la sicurezza e l’impatto ambientale del traffico nell’intera Valle dell’Arno.

Le manutenzioni del patrimonio pubblico sono state negli anni scorsi un elemento di grande difficoltà data la ristrettezza di fondi che sarebbero necessari per un territorio ampio e complesso come il nostro. La ricerca di finanziamenti esterni è stata molto proficua, ma adesso occorre portare a compimento alcune operazioni intraprese e già finanziate quali:

  • la fognatura in Valle dell’Arno, che permetterà finalmente di risolvere il problema della depurazione e la cui esecuzione è a carico totale di Acque Toscane; 
  • il progetto di riqualificazione e adeguamento delle scuole in Valle dell’Arno, inserito nel più ampio quadro del Bando Periferie.

Allo stesso tempo occorrerà proseguire nell’opera di reperimento dei fondi per tutti gli altri edifici scolastici che necessitano anch’essi di lavori di miglioramento e che ad oggi hanno beneficiato solo di finanziamenti minori.

Sull’acquedotto è già stato stabilito un programma di interventi importante, che porterà alla sistemazione della diga della Calvanella (Olmo) e alla sostituzione e miglioramento di alcune porzioni rilevanti della rete di distribuzione. 

Le strade sono state ad oggi uno degli elementi di sofferenza per le manutenzioni. Piccoli interventi sono in atto, ma certamente nei prossimi anni ci daremo da fare per cercare di reperire fondi maggiori per questo tipo di manutenzione.

Sul versante degli spazi pubblici sono stati effettuati alcuni piccoli interventi. Non molto in termini di quantità rispetto a quanto sarebbe necessario, ma anche in questo campo proponiamo un metodo di lavoro innovativo, come avvenuto per il “campino” della Scuola di Borgunto, che è stato oggetto di un finanziamento privato (Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze) vinto in un bando di gara: il campino è stato il protagonista di un progetto elaborato con la partecipazione degli utenti principali, i ragazzi della Scuola, impegnati in una vera attività di progettazione collettiva guidata da un gruppo di professionisti. Il progetto che ne è scaturito verrà in parte realizzato nel 2019 e per le rimanenti fasi si dovranno trovare ulteriori finanziamenti, ma rimane comunque un’indicazione importante di un modo di lavorare che vorremo riproporre quando e dove possibile.

Vai alla sezione successiva: Pubblico, elettrico, sostenibile: il futuro del trasporto

Torna alla sezione precedente: La salvaguardia del territorio e la tutela dell’ambiente

Torna all’indice del Programma

I cittadini e le associazioni: la nostra risorsa

I CITTADINI E LE ASSOCIAZIONI: LA NOSTRA RISORSA

LE IDEE

 Anche i cittadini singoli o associati rappresentano una risorsa impareggiabile a cui attingere per far fronte all’attuale crisi economica, politica e sociale. Alle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio riconosciamo un ruolo fondamentale di coesione sociale e una importantissima funzione di supporto alle varie attività del nostro Comune. Infatti la stretta e costante collaborazione con le associazioni facilita l’Amministrazione nel riconoscere con maggior tempestività i bisogni della comunità e nel trovare soluzioni efficienti e concrete.

La loro attiva partecipazione ai processi decisionali e operativi è l’unica strada percorribile per ridare linfa, contenuti reali e credibilità alle scelte amministrative grazie all’apporto di un bagaglio fatto sì di conoscenze, competenze e professionalità, ma anche e soprattutto del senso pratico, dell’impegno e dell’entusiasmo di coloro che credono, dimostrandolo quotidianamente coi fatti, nella possibilità di costruire un presente e un futuro migliore per la nostra società.

I FATTI

Negli ultimi anni l’associazionismo soffre di poco ricambio generazionale: i volontari attivi sono sempre meno e l’invecchiamento della popolazione si fa sentire anche in questo settore. Il numero dei giovani partecipi è sempre in calo, non solo a causa di ritmi di lavoro intensi e prolungati, che lasciano sempre meno tempo a disposizione, ma anche a causa della poca considerazione che è stata generalmente data, se non a parole, dalla nostra società all’impegno sociale negli ultimi trent’anni. Basti pensare all’abolizione dell’Educazione civica dai programmi scolastici.

LE PROPOSTE

Con le associazioni e con i cittadini che vorranno impegnarsi desideriamo progettare e programmare vecchi e nuovi servizi, in ambito culturale, sociale ed economico, facilitando la collaborazione e il coinvolgimento, nell’ottica generale del superamento di ataviche “zonizzazioni”, competitività e diffidenze.

Educare al civismo: insieme al nostro associazionismo, con l’esempio e con proposte concrete, dovremo riportare la cittadinanza attiva, intesa come etica della responsabilità verso di sé, gli altri e l’ambiente, naturale e culturale, al centro dei valori della nostra comunità. Crediamo che questo passi prima di tutto attraverso la conoscenza del territorio, dei suoi bisogni e delle strette relazioni che ci legano ad esso, fino alla piena coscienza di essere in grado, con il proprio comportamento, di alleviare situazioni problematiche e di prendersi cura con passione e impegno dei nostri beni comuni. La collaborazione costante con le istituzioni scolastiche sarà fondamentale per trasmettere questi valori fin dalla tenera età.

Vai alla prossima sezione: L’economia futura: “il sistema Fiesole”

Torna alla sezione precedente: Il bilancio risanato, primo alleato dei cittadini

Torna all’indice del Programma



Fiesole, il lavoro continua

FIESOLE, IL LAVORO CONTINUA

Nei nostri cinque anni di mandato abbiamo amministrato Fiesole secondo i principi del civismo, trasformando il Comune in un ente più vicino ai bisogni e ai problemi dei cittadini.

Invece di alzare muri, abbiamo costruito ponti, dimostrando la capacità di unire piuttosto che dividere, di ascoltare tutti e saper riconoscere le ragioni degli altri.

Il nostro metodo di governo basato sulla partecipazione ha ricostruito il tessuto sociale di Fiesole, ha messo in moto la nostra Comunità, risvegliando il sentimento di appartenenza ad essa. I cittadini hanno capito e gradualmente hanno risposto, manifestando la loro voglia di collaborare e “fare sistema”. Ora siamo tornati a sentirci una comunità viva, costruttiva e fiduciosa nel proprio futuro. 

Civismo non significa chiusura municipalistica, ma visione ampia e aperta. Abbiamo saputo riallacciare rapporti e rivitalizzare collaborazioni, che erano state trascurate o interrotte, con i Comuni vicini, con la Città Metropolitana di Firenze, con la Regione e i Ministeri, con le istituzioni culturali locali d’eccellenza. Oggi Fiesole non è più sola

Siamo orgogliosi di avere per primi dotato Fiesole di uno strumento per la cittadinanza attiva attraverso un Regolamento specifico che oggi è assunto a modello da molti altri Comuni. Abbiamo rimesso il cittadino, in quanto portatore di idee, capacità e saperi, al centro della gestione e della cura dei beni comuni.

Nei prossimi cinque anni di mandato vogliamo sviluppare ulteriori forme di partecipazione: una delle proposte sarà quella di modificare lo Statuto Comunale per introdurre i Consigli di zona, composti da cittadini attivi che a titolo volontario e gratuito si impegneranno a creare un “filo diretto” fra le varie zone del territorio (le due Valli e il Capoluogo) e l’Amministrazione.

Un’ulteriore estensione di democrazia sarà rappresentata dall’introduzione nello Statuto della figura del Consigliere delegato, al quale potranno essere attribuite deleghe su specifiche materie a supporto del lavoro degli Assessori. I consiglieri, rappresentanti diretti dei cittadini, acquisteranno così una maggiore rilevanza.

Se abbiamo ricordato gli obiettivi realizzati nel nostro primo mandato è solo perché vogliamo lavorare per Fiesole in stretta continuità con quello che abbiamo cominciato a fare. Dal 2014 abbiamo posto le basi per un cambiamento di prospettiva, grazie al quale la società civile riprende in mano il suo futuro, dando piena attuazione all’articolo 118 della nostra Costituzione, il cui intento è attribuire centralità e valore alla comunità locale. Il nostro progetto politico richiede tempi lunghi e una visione ad ampio raggio, che sarà possibile solo grazie al sostegno e alla partecipazione continua di tutti i cittadini. 

Vai alla prossima sezione: Il bilancio risanato, primo alleato dei cittadini

Torna all’indice del programma

La partecipazione come metodo

Sentirete parlare da più parti di “partecipazione”. Ebbene, durante questi cinque anni di Amministrazione noi abbiamo davvero messo in pratica un sistema di governo che ha coinvolto i cittadini sulle scelte importanti per il futuro della comunità fiesolana. Un metodo di governo innovativo in una visione globale che viene riassunta nell’idea di programma rappresentata dal “Sistema Fiesole”.

In concreto, sulla partecipazione sono stati sperimentati metodi diversi come: tornate assembleari (discussione sulla raccolta rifiuti, sull’urbanistica, sul bilancio); modalità deliberative (il percorso del Piano Strutturale) e di concertazione aperta (manifestazioni di interesse per le scelte urbanistiche); progetti nati dall’iniziativa di cittadini e gruppi di lavoro condivisi con la maggioranza (Distretto biologico); coprogettazione di opere all’interno di un percorso didattico (la riqualificazione dell’area per attività sportive adiacente la scuola di Borgunto); partecipazione come sistema di formazione (le attività formative del Marchio Fiesole); cura dei beni comuni attraverso il coinvolgimento diretto (il regolamento sui Beni comuni e l’adesione alla rete dei Comuni di Economia Collaborativa); azioni mirate a carattere sociale con associazioni, attori locali, istituzioni e utenti.

IL PIANO STRUTTURALE – In materia di urbanistica è stato rivisitato e sostanzialmente modificato il Piano Strutturale, primo gradino della pianificazione di livello comunale. L’urbanistica non è una materia solo tecnica, ma un “governo del territorio”, così come prescritto dalla Legge Regionale Toscana, ovvero una sorta di patto collettivo sul futuro dei luoghi che condividiamo, che la stessa legge prevede passi per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte. Nel corso di questi anni non abbiamo interpretato questo passaggio come mera informazione su decisioni già prese, ma abbiamo anticipato ogni possibile deliberazione con un percorso partecipativo. Un primo processo di partecipazione è stato finanziato in parte dall’Amministrazione e in parte grazie a fondi vinti sui bandi dell’Autorità Regionale per la Partecipazione nel 2017. Tale percorso è stato coordinato dalla Fondazione Michelucci ed ha costruito un primo nucleo di informazioni sulla progettualità diffusa nel territorio comunale che poi è entrato a far parte dei materiali del Piano Strutturale. È seguito poi un secondo percorso partecipativo, svolto in contemporanea alle attività di studio e progettazione del Piano: interviste, un questionario on-line, incontri ripetuti in varie zone, la presentazione finale del lavoro con ampie possibilità di commento sono stati i modi per raccogliere le molte sollecitazioni che emergono dal territorio, da cittadini singoli e associazioni. È stata predisposta una manifestazione di interesse che ha permesso a chiunque lo volesse di far pervenire ai progettisti del piano proposte precise. Tutti questi elementi sono stati il motore del primo vero piano costruito a Fiesole con gli abitanti.

RIFIUTI Un altro percorso di partecipazione è stato dedicato alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Al momento dell’insediamento il sistema di raccolta era caratterizzato da tre diverse modalità (cassonetti, bidoncini, porta a porta) e la situazione del gestore dei servizi era in trasformazione. Sono stati organizzati una serie di incontri in tutte le aree (8 in totale, ripetendo in alcuni casi gli incontri negli stessi luoghi a distanza di tempo per verificare le ipotesi sorte nel frattempo) e due seminari di studio a distanza di un anno l’uno dall’altro. Un percorso lungo, che ha dovuto per altro gestire anche i tempi della gara d’appalto prolungati dalle note vicende giudiziarie, ma che ha poi portato alla decisione di estensione del modello porta a porta che, se non ha trovato un consenso unanime (come per altro è ovvio che accada) è nata proprio durante gli incontri e grazie ai contributi dei cittadini, piuttosto che dentro gli uffici tecnici.

LA SCUOLA DI BORGUNTO – Il progetto di riqualificazione del campo di calcetto adiacente la scuola di Borgunto, a differenza di molti progetti analoghi, non è stato elaborato da un singolo professionista, bensì da un gruppo di tecnici che hanno coinvolto in tutte le fasi i ragazzi della scuola elementare e media,, costruendo un progetto di architettura ed un percorso didattico attraverso un’esperienza di progettazione partecipata. Il nuovo “campino” verrà dunque realizzato anche secondo la fantasia e la capacità di interazione dei ragazzi.

IL MARCHIO FIESOLE – Il percorso di formazione previsto dal regolamento per la concessione del Marchio ha rappresentato un momento importante non solo di formazione collettiva ma anche di conoscenza e reciproca scoperta tra soggetti provenienti da tutto il territorio ed operanti in settori molto diversi, dall’economico, al culturale, all’associativo. Un metodo di lavoro di gruppo che dovrà sicuramente essere ulteriormente sviluppato nei prossimi anni, con una forte regia dell’Amministrazione, la quale dovrà accompagnare e alimentare questa forma di laboratorio di idee del mondo economico dei piccoli operatori, favorendo progetti che rafforzino la rete delle aziende che hanno ottenuto il Marchio Fiesole.

IL DISTRETTO BIOLOGICO – Ne abbiamo parlato più volte, ma proprio con la nascita del Distretto Biologico, l’Amministrazione ha accolto e accompagnato una spinta dal basso sia della società civile sia delle aziende agricole. Un progetto nato da un Gruppo di Lavoro (Consumo consapevole e mangiar sano) che ha visto coinvolti privati cittadini e consiglieri e che ha guardato al territorio e al mondo dell’agricoltura dalla prospettiva del consumo consapevole e della salute. Ciascun passaggio è stato condiviso dall’Amministrazione con le aziende agricole e la società civile, fino a culminare nell’effettiva costituzione del Distretto Biologico (dicembre 2017), un nuovo modello disviluppo del territorio con al centro la sostenibilità ambientale ed il benessere della collettività. Il progetto è stato poi ripreso ed arricchito nel percorso partecipativo che ha accompagnato la stesura del Piano Strutturale. La migliore sintesi di come il percorso è stato vissuto dai vari attori è contenuta nell’affermazione del proprietario di una piccola azienda agricola che, parlando in un incontro pubblico, ha detto “l’Amministrazione ci ha preso per mano e accompagnato in questa avventura”.

ALTRE FORME DI CONDIVISIONE – Un’altra forma di  condivisione  è stata sperimtentata con l’iniziativa sul monitoraggio della mosca dell’olivo organizzata dal Circolo Arci La Montanina, che non solo è stata patrocinata dal Comune ma, attraverso l’Assessorato, ha trovato un sistema di rilancio settimanale delle informazioni a tutte le aziende agricole ed ai produttori hobbisti.Un utile patrimonio informativo per tutti, che favorisce l’applicazione di pratiche sostenibili di gestione anche da parte dei produttori hobbisti.

Distretto Biologico: il percorso verso il riconoscimento regionale

Abbiamo approvato in Consiglio comunale l’accordo per il “Distretto rurale ad alto valore biologico di Fiesole”. Facendo così il primo passo per il riconoscimento regionale del nostro Distretto Biologico fiesolano, una realtà importante, un modello di sviluppo sostenibile del territorio in cui la nostra Amministrazione crede molto. E che è l’attuazione di quanto era scritto nel nostro programma di governo di cinque anni fa: rendere l’agricoltura di qualità di nuovo protagonista.

Sul territorio fiesolano sono presenti una trentina di aziende agricole che coltivano seguendo il metodo biologico, ovvero un’agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente, nella quale sostanzialmente è vietato l’uso di pesticidi e concimi chimici. Il 45% della superficie agricola fiesolana è coltivata a biologico, un tasso molto superiore alla media nazionale che è appena del 15%. Aziende d’eccellenza, piccole e grandi, che si sono messe insieme per costituire il Distretto biologico, con l’appoggio concreto del nostro Assessore allo Sviluppo economico Stefania Iacomi. Un’esperienza unica in Toscana nel suo genere, un modello per altri territori che vogliano seguire lo stesso percorso. E che potrà creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, perseguendo un modello di economia sostenibile.

L’ultimo passaggio in Consiglio comunale è un passo importante del percorso avviato nel 2015 da Cittadini per Fiesole in collaborazione con Slow Food Firenze e che ha portato ad aprile del 2018 alla costituzione dell’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole, che ha il Comune fra i suoi soci fondatori.

“È uno degli impegni che c’eravamo presi”, ha spiegato l’Assessore allo Sviluppo Economico Stefania Iacomi nel presentare l’accordo in Consiglio comunale. “Con il Distretto abbiamo messo le radici per portare avanti uno sviluppo economico diverso per il nostro territorio, basato su un’agricoltura di qualità, con una visione allargata e moderna”.

Ad oggi non esistono leggi nazionali o regionali sui distretti biologici. Ecco così la scelta di percorrere la strada del riconoscimento regionale come “Distretto rurale ad alto valore biologico”. “In questi anni abbiamo visto crescere una progettualità comune e concreta sul nostro territorio. Aziende che hanno cominciato a parlarsi e a conoscersi, a collaborare, ad esempio comprando insieme materiali così da abbattere i costi”, spiega ancora l’Assessore Iacomi. “L’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole è aperta anche alla società civile: ecco perché è un progetto virtuoso dove anche i cittadini possono dare il proprio contributo progettuale”.

Insomma, quella che con il Distretto abbiamo cominciato a costruire “È una nuova Fiesole, quella delle aziende, delle fondazioni, delle associazioni, dei cittadini, che insieme all’Amministrazione ha cominciato il cammino verso l’ambiziosa meta di uno sviluppo sostenibile in un territorio di qualità”, come ha sottolineato la consigliera comunale Silvia Mantovani in Consiglio Comunale.

Il regolamento per i Beni comuni

La consigliera Silvia Mantovani, Cittadini per Fiesole

I cittadini di Fiesole hanno da oggi uno strumento rinnovato per essere cittadini attivi. Il Consiglio Comunale ha infatti approvato all’unanimità oggi pomeriggio una nuova versione del regolamento per l’Amministrazione condivisa dei Beni comuni. Sono passati quasi quattro anni da quando a Fiesole era stato approvato il precedente regolamento, e il nostro Comune era stato uno dei primi in Italia a dotarsi di questo strumento, approvato successivamente in più di 180 Comuni. Ancora Fiesole si è fatta capofila della revisione del testo, con un gruppo interdisciplinare di studio guidato da Labsus, il Laboratorio per la Sussidierietà.
Si tratta di un regolamento importante, presentato oggi in Consiglio Comunale da Silvia Mantovani, consigliera del gruppo Cittadini per Fiesole. Un testo di cui siamo orgogliosi come lista civica che fa della partecipazione dei cittadini uno dei propri temi centrali. Adesso, con il regolamento rinnovato, che sostituisce il precedente dopo questi anni di rodaggio, i cittadini che si vogliano attivare per il bene comune possono farlo. Ad esempio per la manutenzione di aree verdi, per la gestione di spazi pubblici, per l’attivazione di servizi per la collettività. Si tratta di un modo di applicare il principio di sussidiarietà, presente nella Costituzione fin dal 2001, che si pone una duplice sfida: vincere la diffidenza dei cittadini, dimostrando che è possibile instaurare con le le istituzioni rapporti di reciproca fiducia e collaborazione e dall’altro cambiare una macchina amministrativa con l’intervento attivo degli abitanti.
Si introducono, insomma, regole che facilitano la partecipazione, liberando energie e favorendo la libera iniziativa dei cittadini – e sono tanti – che desiderano mettere a disposizione idee ed energie a favore della comunità.

Adottato il Piano Strutturale

Il Consiglio Comunale di Fiesole ha adottato oggi pomeriggio, 28 febbraio, il nuovo Piano Strutturale che contiene i principi guida per il governo del territorio comunale. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli dei consiglieri di Cittadini per Fiesole, il voto contrario del Pd e l’astensione del Gruppo Misto. Il nuovo strumento urbanistico, che sostituisce il Piano Strutturale approvato venti anni fa, è stato progettato con il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni, garantendo la partecipazione della collettività nelle scelte urbanistiche. “L’Amministrazione ha svolto un percorso di partecipazione dedicato esplicitamente a raccogliere sollecitazioni, proposte, rilievi di criticità” – afferma l’assessore al territorio, Iacopo Zetti – “ben sapendo che la città la fanno prima di tutto gli abitanti attraverso le proprie necessità e modalità di uso quotidiano, piuttosto che gli uffici deputati alla pianificazione urbanistica ed i progettisti, ancorché entrambi assolutamente necessari alla buona gestione del territorio”.

L’Assessore al Territorio Iacopo Zetti

Il primo punto caratterizzante il Piano Strutturale è la prosecuzione dell’azione di conservazione e valorizzazione di un territorio che ha ampi valori patrimoniali, limitando il consumo di nuovo suolo a soli interventi di carattere pubblico, ed incentivando il riuso del patrimonio edificato, con una particolare attenzione ai contenitori per i servizi di utilità collettiva. Il piano raccoglie poi la sfida di favorire e incentivare le dinamiche positive già in atto nel territorio, come il turismo diffuso, il sostegno alle attività agricole professionali e amatoriali, la valorizzazione della rete delle istituzioni culturali di alto livello e lo sviluppo delle attività produttive esistenti, mediante adeguamenti che forniscano garanzia di qualità architettonica e paesaggistica.

La valorizzazione delle aree rurali e quindi la protezione del paesaggio, si coniuga con azioni che favoriscono le attività produttive dentro un “patto” collettivo di cura del territorio che vede il distretto biologico come uno degli elementi che entrano nelle strategie del piano con grande rilevanza.

Iacopo Nespolo, responsabile Dipartimento Urbanistica

Accanto alle azioni di sostegno alle realtà esistenti si collocano nuove strategie come l’implementazione della mobilità alternativa, soprattutto lungo la valle dell’Arno e le politiche dell’abitare, con iniziative sociali utili a rispondere alla domanda crescente di accesso alla casa, tese alla soddisfazione di un diritto fondamentale delle cittadine e dei cittadini.

Il Piano Strutturale si rivolge ai cittadini sapendo che il futuro del territorio non può che essere visto con fiducia ed ottimismo fino a quando questa collettività se ne prenderà cura, come questo percorso di costruzione del Piano Strutturale ha dimostrato di sapere e volere fare.

Chi ne volesse sapere di più, può guardare il video dove l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti illustra il Piano.

L’impegno di Cittadini per Fiesole

È bello e incoraggiante vedere tante persone riunirsi per parlare con passione di Fiesole. Ieri sera ci siamo riuniti al circolo Arci di Pian del Mugnone con i soci dell’associazione Cittadini per Fiesole per fare il punto su questi cinque anni di governo della città e organizzare la campagna elettorale. Moltissimi hanno preso la parola con entusiasmo: ciascuno ha avuto modo di tirar fuori le proprie idee e sentirle valorizzate. “Impegnarmi in politica con Cittadini per Fiesole è stata una delle esperienze più belle della mia vita”, ha detto qualcuno. “Tutti dovrebbero fare almeno una nella vita un’esperienza politica come questa, così da essere cittadino più consapevole”, ha aggiunto qualcun altro. Ed è così: in questi cinque anni alla guida di Fiesole abbiamo fatto tante cose, anche se tante ne restano ancora da fare. Ma, al di là dei risultati amministrativi indiscutibili, come il risanamento dei conti del Comune, ce n’è un altro che come Cittadini per Fiesole rivendichiamo con forza: aver dato voce e voglia a tanti cittadini di impegnarsi nella vita pubblica della propria città. Con gioia ed entusiasmo. Come ieri sera. E come continueremo a fare, aperti a ogni idea e a ogni contributo.

L’importanza della partecipazione

Cinque passi verso il voto/5. L’ultimo approfondimento di questa mini serie lo voglio dedicare alla partecipazione. Non mi piacciono gli uomini soli al comando: le idee per il bene comune nascono dal confronto e dalla collaborazione: ecco quello che chiedo a ciascuno di voi per i prossimi mesi. Le occasioni pubbliche non mancheranno, ma anche la piazza dei social sarà un luogo di confronto. Vi aspetto!