La salute diffusa

LA SALUTE DIFFUSA

LE IDEE

Il benessere della persona dipende dal concorso di diverse componenti sia materiali, sia culturali e spirituali: dalle condizioni economiche e di salute, ma anche dalle possibilità di vivere in autonomia e sicurezza, di dare continuità alla propria formazione culturale, di stringere relazioni durature, di sentirsi parte attiva di una comunità. Alcune componenti, come la qualità dell’ambiente e della vita sociale, dipendono in gran parte dalle politiche dell’Amministrazione comunale; sulle problematiche legate più strettamente a benessere economico, salute, educazione e sicurezza l’Ente locale ha principalmente il ruolo di portavoce dei cittadini presso gli enti competenti, con i quali è necessario ricercare una collaborazione continuativa.

I FATTI

Con l’uscita dalla Società della Salute Nord Ovest e il passaggio alla Zona socio-sanitaria Sud Est, abbiamo permesso al Comune e ai cittadini di riavvicinarsi ai soggetti che erogano i servizi. È stata scelta una zona con comuni più simili al nostro territorio dal punto di vista socio-economico, morfologico e per numero di abitanti, con la quale partecipare più attivamente e consapevolmente alla pianificazione, alla progettazione dei servizi condivisi, alla destinazione e gestione delle risorse.

Nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo mantenuto i servizi e ovunque possibile abbiamo avuto accesso a finanziamenti e attivato convenzioni per portare avanti progetti sui diversi settori di intervento: disabilità, anziani non autosufficienti, soggetti fragili, inserimenti lavorativi, disagio scolastico, lotta al gioco d’azzardo patologico, problemi abitativi, disagio giovanile.

Sono state promosse azioni positive e inclusive verso i richiedenti asilo,incoraggiando la partecipazione attiva degli stessi alla vita associativa locale e la progettualità condivisa da parte delle associazioni, in collaborazione con i gestori dei tre centri ospitanti di prima accoglienza (CAS).

Sono stati migliorati i servizi della mensa scolastica, rafforzandone il ruolo di educazione alimentare, privilegiando la fornitura di prodotti biologici e a chilometri zero.

Nel 2017 è stata creata la manifestazione OLOS, la città del benessere, evento annuale con convegno e dimostrazioni, durante i quali associazioni che si occupano di discipline orientali e di auto-cura si confrontano con esponenti della medicina ufficiale e con le amministrazioni che si occupano della salute.

LE PROPOSTE

 Benché Fiesole sia tra i primi comuni con reddito medio pro capite più alto nella Regione Toscana, come su tutto il territorio nazionale anche da noi si assiste ad un aumento dei casi di povertà: basti pensare alla crescita delle richieste di assistenza alimentare che pervengono alle associazioni di volontariato o alle segnalazioni di disagio abitativo. Grazie al risanamento del bilancio comunale nei prossimi anni si libereranno risorse che potranno essere utilizzate per incrementare il contributo affitti e per sostenere economicamente progetti di assistenza alle condizioni di disagio, come quello già avviato del banco alimentare.

Nonostante sia a livello nazionale sia regionale, vi siano state manifeste dichiarazioni di volontà di distribuzione dei presidi territoriali, tale diffusione stenta a decollare e anche a Fiesole nel corso degli anni si è assistito invece all’indebolimento progressivo delle strutture sanitarie pubbliche. Le associazioni di volontariato, che contribuiscono in maniera sostanziale a colmare le carenze del servizio, non possono essere lasciate sole: dovremo impegnarci per richiedere da una parte il potenziamento delle strutture e dei servizi pubblici esistenti e dall’altra il riconoscimento tangibile dell’apporto dato nell’ambito salute dal Terzo settore in termini di conoscenze, progettualità e soluzioni concrete.

Il presidio ASL a Compiobbi, oggi in condizioni di evidente abbandono, deve tornare a erogare maggiori servizi e gli ambulatori devono essere resi più idonei ed adeguati a un servizio rispettoso della dignità e della privacy dei cittadini.

L’ex Ospedale Sant’Antonino di Fiesole deve rimanere a destinazione socio-sanitaria e ospitare almeno in parte i servizi per la popolazione del capoluogo, che oggi ne è rimasta quasi totalmente sprovvista. L’Amministrazione sta sollecitando l’ASL all’attivazione delle gare per la sua assegnazione, con l’obiettivo di una sua riqualificazione per restituire a Fiesole e ai fiesolani sia una piastra dei servizi sanitari pubblica adeguata, sia una struttura che possa contenere altre funzioni socio-sanitarie, dove sviluppare cura e prevenzione, fisioterapia o interventi sociali altamente innovativi.

Per il presidio di Camerata, storicamente utilizzato dai fiesolani pur se collocato nel Comune di Firenze, abbiamo già ideato un percorso di riqualificazione in collaborazione con i medici di base: l’obiettivo è quello di ridare a Camerata una sua specifica identità di Casa della Salute, dove i cittadini potranno trovare una serie di servizi coordinati e integrati, un team multidisciplinare, formato da medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari, operatori sociali e amministrativi.

Dopo un anno dal passaggio di zona socio-sanitaria, durante il quale ci siamo preoccupati in primo luogo di evitare interruzioni nei servizi già in essere, si sono acquisiti dati e nuova consapevolezza ed è possibile ragionare sui nuovi servizi e sulla fattibilità economica degli stessi. Adesso è il momento di riunire intorno a un tavolo l’Amministrazione e il Terzo settore fiesolano per dare il nostro contributo a specifici programmi già avviati e per proporre in sinergia e con forza l’attivazione anche a Fiesole di nuovi e più efficaci servizi rivolti alle situazioni problematiche.

Riteniamo che debbano essere implementati servizi in tema di disabilità, sviluppati progetti di servizi diurni o semi-residenziali in loco, per ovviare alla mancanza di strutture dedicate a Fiesole, progetti in tema di “Vita indipendente/Dopo di noi”, esperienze di abitazione in autonomia, promozione di attività fisica motoria per specifiche categorie (trapiantati, anziani, disabili, persone fragili e con disagio), piccoli servizi di supporto alle persone anziane o con disagio, interventi di promozione all’inclusione lavorativa, sostegno a fragilità e disagio economico-sociale, accompagnando e affiancando i singoli soggetti o famiglie verso percorsi di autonomia.

In attesa di sviluppare un piano casa locale, interverremo sul disagio abitativo e sulle situazioni di solitudine aderendo a progetti di abitazione solidale portati avanti dalle associazioni presenti sul territorio. Il cohousing può costituire una soluzione per rinnovare il tessuto sociale in termini anagrafici attraendo anche le giovani generazioni.

Sul tema del disagio giovanile proporremo interventi coordinati di animazione sociale territoriale, dando maggiore forza al progetto di Educativa di strada nelle due valli in collaborazione con la Zona socio sanitaria Sud-Est, contro fenomeni di dipendenze, bullismo, isolamento ed esclusione, con l’obiettivo di coinvolgere dal basso gruppi di adolescenti a rischio.

Si riafferma l’impegno a mantenere un sistema educativo integrato a misura di bambino con attività di sostegno alle attività didattiche scolastiche, favorendo e promuovendo parallelamente, nel rispetto dell’autonomia didattica, occasioni di collegamento e incontro con le istituzioni culturali presenti sul territorio.

Si studieranno interventi per contrastare la dispersione scolastica e il disagio, servizi di supporto alle attività scolastiche, attraverso l’offerta di strutture funzionali, azioni di sostegno alla frequenza scolastica, o azioni di ascolto, dialogo, orientamento e supporto.

Non ultima si ribadisce la necessità di promuovere nuovi interventi di educazione permanente per gli adulti, sviluppo di occasioni educative non formali ricorrenti, progettualità a sostegno di politiche sociali e ricreative: letture ad anziani soli, audiolibri per non vedenti, corsi di alfabetizzazione informatica, percorsi del cammino e della salute con letture e guide culturali, cinema per anziani, cineforum tematici su temi sociali di attualità.

Si intende promuovere un modello di comunità attenta al tema della qualità della vita, grazie alla collaborazione di vari attori locali che svolgono attività legate al miglioramento della salute, all’integrazione corpo-mente, allo sviluppo della cultura del benessere, alla promozione di stili di vita con funzione preventiva (attività fisica, prevenzione medica, cibo sano, rispetto delle biodiversità, contesto inclusivo, adeguatezza socio-economica-culturale). La prosecuzione della manifestazione OLOS sarà lo strumento principale con cui perseguiremo questo obiettivo. Su questo tema, è fondamentale la presenza a Camerata del Centro “Fior di prugna” (Centro Regionale di medicina complementare, attivo tra l’altro nella cura di patologie neurologiche e nei pazienti oncologici), disponibile a sviluppare un’attività rivolta alla prevenzione e con un forte interesse a creare sinergie con il territorio. La stessa presenza del Centro Regionale di medicina complementare costituirà un valore aggiunto riconosciuto sui temi della cura e prevenzione consapevole.

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Ambulatori Misericordia: precisazioni a La Nazione

L’articolo che trovate oggi su “La Nazione” cronaca di Fiesole ha un titolo (“Ambulatori, tira e molla”) che mi ha fatto subito arrabbiare, perché non riporta assolutamente la mia posizione, anche se è virgolettato,
Ho, quindi, scritto al Direttore, al Caporedattore e al Capocronista della Nazione, la mail che qui copio, perchè vorrei far capire a tutti quale è la mia posizione.

Gentilissimi, 

scrivo dopo aver contato non fino a 10, ma forse fino a 100 e dopo aver riflettuto bene, su quanto ho letto stamani sul Vostro giornale (ma permettetemi di chiamarlo “nostro” perchè, come diceva un mio vecchio carissimo amico, ora deceduto, già Vostro cronista, per Firenze la Nazione è “il giornale” per tutti, da qualunque parte politica si possa essere).

Sono rimasta molto amareggiata (per la verità, chi mi ha visto mentre leggevo ha notato un vero senso di “stizza” sulla mia faccia) nel leggere il sottotitolo, per di più virgolettato, dell’articolo del giornale di oggi che riguarda Fiesole. 

Parto dal titolo “Ambulatori, tira e molla” dicendo che, per la verità, non rispetta quello che sta succedendo, perchè non c’è nessun tira e molla sugli ambulatori fiesolani, in quanto io ho espresso una posizione sul Distretto Socio Sanitario che dovrà sorgere al Sant’Antonino, mentre il candidato Sindaco del PD ha parlato degli ambulatori della Misericordia, che sono due cose ben diverse.

Arrivo poi al sottotitolo che è quello che veramente mi ha fatto arrabbiare. “L’Asl non dovrebbe investire alla Misericordia”. E questo, permettetemi, non lo accetto, perchè io non ho mai detto questa frase. 
Ho detto, come giustamente è scritto all’interno dell’articolo “Non posso essere contraria ad un progetto che non è ancora arrivato in Comune e che non ho ancora visto”, mentre ho ribadito che gli accordi con la ASL sono esclusivamente sull’ex Ospedale Sant’Antonino, dove abbiamo concordato, in caso di vendita, un Distretto Sociosanitario fiesolano di 500 mq. 
Non mi permetterei mai di parlare del progetto che può o non può presentare un privato, anche se un privato molto particolare come la Misericordia, con cui ho e abbiamo come Amministrazione, un ottimo rapporto di collaborazione e condivisione di molti progetti.

Purtroppo, non è la prima volta che il titolo non rispetta quanto detto nell’articolo e il Direttore Carrassi lo sa bene perchè in un’altra occasione lo chiamai molto arrabbiata, facendogli notare che il titolo era fuorviante per i lettori e non rispettava quanto diceva l’articolo. In tanti altri casi non ho neppure chiamato, e ho accettato, anche se con molta amarezza. Ricordiamoci che, purtroppo, la maggior parte dei lettori guarda velocemente il giornale, spesso al bar, e legge, quindi, solo i titoli.
Le volta precedente, decisi di non fare niente e solo in un caso mi limitai a parlare con il Direttore. Ma, in un momento particolare come questo, in cui la campagna elettorale è già avviata e in cui le parole vanno calibrate ad una ad una, permettetemi, ma non ci sto. Divulgherò questa lettera che vi ho inviato per tutelarmi e tutelare la mia campagna elettorale e le posizioni della Lista Cittadini per Fiesole che mi sostiene.

Cordialmente.
Anna Ravoni

Sant’Antonino: la nostra posizione

È grazie alla risposta ad un’interrogazione del Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, che siamo venuti a conoscenza dell’importo della nuova valutazione di stima formulata dall’Agenzia delle Entrate per l’ex Ospedale Sant’Antonino di Fiesole. 
Questo immobile, il cui valore era di 7.100,000,00 è ora stato valutato in 3.490.000,00, che era il valore che più o meno circolava da qualche tempo e, obiettivamente il suo valore commerciale. 
Ovviamente, questo è il valore corretto per il mantenimento della destinazione socio-sanitaria, come noi, Cittadini per Fiesole, abbiamo sempre ribadito debba rimanere.
Infatti, anche negli incontri con la ASL, che ricordo è il proprietario dell’immobile, abbiamo sempre detto che la destinazione è quella e non può essere altra.
È questo che i fiesolani vogliono ed è questo che io e tutta la mia Amministrazione abbiamo con forza portato avanti.
Questa posizione, discussa in varie occasioni con i vertici della ASL, della Regione e con i vari possibili investitori, è stata anche condivisa in una Assemblea pubblica convocata dallo SPI – CGIL alla Casa del Popolo di Fiesole, a cui ha partecipato il Direttore Generale ASL insieme al mio ex Assessore al sociale e alla sottoscritta.
Anche in recentissimi incontri con la Dirigenza della ASL, le posizioni sono state chiare: destinazione socio sanitaria (RSA, cure intermedie, condomini protetti, cohousing sociale, ecc.) oltre a 500 mq.da destinare a Distretto Socio Sanitario che a Fiesole ormai manca da troppo tempo e di cui Fiesole ha bisogno. 
Inoltre, visto che l’immobile è sempre stato patrimonio di Fiesole, abbiamo anche condiviso che una parte dell’introito che deriverà dalla vendita, dovrà essere investito su immobili di proprietà della ASL sul territorio comunale, come gli ambulatori di Compiobbi, che vanno interamente ristrutturati e l’immobile di Camerata, che pur essendo sul territorio di Firenze, da sempre i fiesolani lo considerano un bene della comunità. 
A questo punto, subito il bando per la vendita!
Per evitare che si lasci spazio a manovre speculative.

Fiesole 2019: alcune priorità

Cinque passi verso il voto/3. Dopo aver parlato del modo in cui intendiamo costruire il programma, affrontiamo oggi alcune delle priorità. Naturalmente i temi saranno anche molti altri oltre a quelli che trovate in questo video: dai rifiuti alla sicurezza, alle tante esigenze del centro e delle frazioni. E non dubitate che ne parleremo ancora insieme.