Urbanistica a consumo di suolo zero

URBANISTICA A CONSUMO DI SUOLO ZERO

LE IDEE

 Anche se nel nostro Comune il rapporto percentuale tra la superficie coperta dal perimetro urbano e la superficie totale è solamente di circa il sette per cento, siamo contrari a nuove edificazioni per civile abitazione, come quelle permesse senza alcuna lungimiranza dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto: si pensi al Piano attuativo 11 Girone Alto previsto dal precedente Piano regolatore, che ha visto nel 2007 la distruzione di un’intera collina e di un paesaggio secolare per far posto a una schiera di villette bifamiliari ancora non finite e mai vendute.

La popolazione di Fiesole nell’ultimo triennio si mantiene costante e la generale crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio non sembra risparmiare l’investimento immobiliare in nuova edilizia. Ma anche indipendentemente da queste ragioni di buon senso, crediamo che il territorio fiesolano tragga la sua maggior ricchezza dalla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi centri abitati, che purtroppo negli ultimi trent’anni sono stati oggetto di numerosi scempi con edificazioni quanto meno discutibili da non ripetere mai più.

I FATTI

In questi anni la nostra urbanistica ha cercato di sostenere la qualità del territorio fiesolano dentro un quadro di salvaguardia degli equilibri ambientali e dei valori del patrimonio materiale ed immateriale. 

Negli ultimi anni abbiamo lavorato insieme ai cittadini, coinvolti in un lungo percorso di partecipazione, alla stesura del Piano Strutturale Comunale, il principale strumento di pianificazione urbanistica del Comune, che ha lo scopo di delineare le scelte strategiche di sviluppo del nostro territorio, per tutelarne l’integrità fisica ed ambientale e tracciarne l’identità sociale, economica e culturale. Il Piano Strutturale è stato preceduto da una variante che ha nuovamente reso operativi i piani di recupero per alcuni complessi edilizi ed aree da riqualificare, rendendo chiaro che non puntiamo a consumare nuovo suolo, ma a recuperare e riusare quanto abbiamo.

Il nostro Piano Strutturale amplia notevolmente le possibilità per il riuso di edifici sottoutilizzati, in un quadro di compatibilità di funzioni e di salvaguardia degli interessi collettivi, mantenendo un occhio attento anche all’edilizia sociale. Allo stesso tempo, dentro il perimetro del territorio già urbanizzato, dà nuove possibilità di crescita per le funzioni produttive e commerciali, che così avranno l’opportunità di ampliare le proprie strutture con una ricaduta positiva anche sull’occupazione. 

Un discorso a parte merita il Distretto Biologico di Fiesole, che nel Piano Strutturale è stato fatto corrispondere a un parco agricolo. È il primo passo necessario per introdurre nel Piano Operativo le misure che aiutino e sostengano gli operatori agricoli nelle operazioni edilizie e di trasformazione finalizzate alle loro attività. 

LE PROPOSTE

Tutta la documentazione relativa al Piano Strutturale e successivamente al Piano Operativo Comunale sarà resa disponibile sul sito web del Comune. È nostra intenzione rendere questi materiali sempre più facilmente consultabili per i professionisti del settore e per tutti cittadini.Vogliamo procedere nell’informatizzazione delle pratiche per permetterne la consultazione online.

Le possibilità offerte dal Piano Strutturale andranno rese concrete mediante un Piano Operativo Comunale che stabilisca per i prossimi cinque anni quali e quante delle previsioni contenute rendere immediatamente attuabili e che aiuti nell’attività quotidiana di gestione delle trasformazioni.

Queste decisioni dovranno essere prese, nel quadro delle regole di legge, senza tentativi di aggiramento di alcun principio di buon governo del territorio, con un’ampia partecipazione degli attori interessati e dei cittadini, in collaborazione con gli Enti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del territorio e che hanno sempre dimostrato una grande disponibilità: nel proporre soluzioni innovative per alcune problematiche (dal Distretto Biologico, al Progetto di ciclovia e di mobilità ciclabile assistita presentato all’Unione Europea, ad altre opere minori) si è costruito un rapporto proficuo con alcune istituzioni di ricerca a partire dalle Università di Firenze e Pisa. Tale rapporto ha la possibilità di essere ripreso e sviluppato per favorire nuovi studi e proposte che abbiano impatti positivi per il territorio e che comprendano azioni di documentazione, ma anche di valorizzazione e proposta. Questo lavoro collettivo costante dovrà continuare per creare un progetto di territorio veramente condiviso.

In collaborazione con gli attori locali e con altri livelli amministrativi ed istituzionali nei prossimi cinque anni occorrerà proseguire il lavoro su progetti iniziati e su altri da avviare:

  • la ciclovia dell’Arno, che per noi è anche un collegamento locale, ma che fa parte del più ampio progetto finanziato dalla Regione Toscana a cui stiamo collaborando da tempo;
  • la passerella ciclo-pedonale Compiobbi-Vallina, finanziata dal Ministero tramite il Bando Periferie, ad oggi progettata e di cui occorrerà seguire la realizzazione;
  • una nuova struttura per attività sportive nella Valle del Mugnone, ad oggi prevista nel Piano Strutturale, e per la quale dovremo lavorare in termini di collaborazione con possibili investitori privati;
  • il riuso dell’ex ospedale Sant’Antonino di Fiesole, che il Piano Strutturale ha stabilito rimanga a destinazione socio-sanitaria con una zona da adibire a Distretto;
  • il doppio ponte di Vallina, progetto di Anas finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e sostenuto dalla Regione Toscana, è un’opera strategica per migliorare la circolazione stradale, la sicurezza e l’impatto ambientale del traffico nell’intera Valle dell’Arno.

Le manutenzioni del patrimonio pubblico sono state negli anni scorsi un elemento di grande difficoltà data la ristrettezza di fondi che sarebbero necessari per un territorio ampio e complesso come il nostro. La ricerca di finanziamenti esterni è stata molto proficua, ma adesso occorre portare a compimento alcune operazioni intraprese e già finanziate quali:

  • la fognatura in Valle dell’Arno, che permetterà finalmente di risolvere il problema della depurazione e la cui esecuzione è a carico totale di Acque Toscane; 
  • il progetto di riqualificazione e adeguamento delle scuole in Valle dell’Arno, inserito nel più ampio quadro del Bando Periferie.

Allo stesso tempo occorrerà proseguire nell’opera di reperimento dei fondi per tutti gli altri edifici scolastici che necessitano anch’essi di lavori di miglioramento e che ad oggi hanno beneficiato solo di finanziamenti minori.

Sull’acquedotto è già stato stabilito un programma di interventi importante, che porterà alla sistemazione della diga della Calvanella (Olmo) e alla sostituzione e miglioramento di alcune porzioni rilevanti della rete di distribuzione. 

Le strade sono state ad oggi uno degli elementi di sofferenza per le manutenzioni. Piccoli interventi sono in atto, ma certamente nei prossimi anni ci daremo da fare per cercare di reperire fondi maggiori per questo tipo di manutenzione.

Sul versante degli spazi pubblici sono stati effettuati alcuni piccoli interventi. Non molto in termini di quantità rispetto a quanto sarebbe necessario, ma anche in questo campo proponiamo un metodo di lavoro innovativo, come avvenuto per il “campino” della Scuola di Borgunto, che è stato oggetto di un finanziamento privato (Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze) vinto in un bando di gara: il campino è stato il protagonista di un progetto elaborato con la partecipazione degli utenti principali, i ragazzi della Scuola, impegnati in una vera attività di progettazione collettiva guidata da un gruppo di professionisti. Il progetto che ne è scaturito verrà in parte realizzato nel 2019 e per le rimanenti fasi si dovranno trovare ulteriori finanziamenti, ma rimane comunque un’indicazione importante di un modo di lavorare che vorremo riproporre quando e dove possibile.

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La salvaguardia del territorio e la tutela dell’ambiente

LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE

LE IDEE

Consideriamo il territorio fiesolano un bene comune di tutti i cittadini, indipendentemente dalla proprietà individuale della terra. Dei 42 chilometri quadrati di superficie totale del Comune, più del novanta per cento è occupata da campi e boschi, per la maggior parte coltivati a olivo e vite, ma anche a seminativi e a piccole colture di qualità come lo zafferano, ortaggi e frutta, tartufo nero, giaggiolo. I boschi per la maggior parte sono annessi ad aziende agricole. Le aziende agricole sono distribuite, in modo omogeneo, in tutta l’area comunale (Fiesole capoluogo, Valle dell’Arno e Valle del Mugnone) e costituiscono in molti casi dei veri e propri centri d’eccellenza. Il 45 per cento della superficie agricola utilizzata è coltivato secondo il metodo biologico. Quest’ultimo opera in particolare sulla qualità del terreno che, così, è meno soggetto all’erosione, trattiene acqua, impedisce la percolazione, mantiene il carbonio organico, garantisce la buona qualità degli alimenti, assicura la vitalità dell’ecosistema e lo rende reattivo agli impatti esterni. Risulta evidente che ai nostri agricoltori spetta l’onore e l’onere di contribuire da protagonisti alla manutenzione del territorio, alla qualità dei suoli, delle acque e dell’aria. 

I FATTI

Il rispetto per l’ambiente e per la salute è stato e continuerà ad essere uno dei fili conduttori della nostra politica. Abbiamo sostenuto la necessità del biologico fin dalla prima infanzia, introducendo già dal 2015 cibi prevalentemente biologici e a chilometro zero nelle nostre mense scolastiche.

Il “Regolamento per la tutela del verde pubblico e privato”, approvato nel 2017, istituisce fortissime limitazioni all’impiego dei pesticidi, che possono avere conseguenze nocive per l’ambiente e per le persone.

I cittadini, gli esercizi commerciali e le aziende fiesolane da tempo si adoperano con successo nella differenziazione di rifiuti, che già nel 2015 era arrivata circa al 70 per cento (una delle più alte nella nostra Regione). La gestione dei rifiuti ha subito negli ultimi anni una forte riorganizzazione a livello regionale e vive alcune forti criticità in merito allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Per questo è ancora più importante lavorare per la diminuzione complessiva dei rifiuti prodotti e per una corretta differenziazione alla fonte. Dopo una lunga fase di partecipazione e di informazione nella quale sono stati coinvolti tutti i cittadini (8 assemblee nel 2017 e 11 assemblee nel 2019), si è deciso insieme di fare meglio e di più, introducendo su tutto il territorio la raccolta porta a porta, universalmente riconosciuta come il metodo attuale più efficace per differenziare i rifiuti.

La nostra Amministrazione ha promosso e sostenuto la nascita del Distretto biologico sul territorio, entrando a farne parte e riconoscendo nell’agricoltura di qualità il soggetto trainante per la riqualificazione sostenibile del territorio.

Fra le opere pubbliche portate avanti durante il nostro mandato è doveroso in questo contesto ricordare la realizzazione quasi terminata della rete fognaria e di depurazione in Valle dell’Arno, che metterà fine all’annoso e più volte rinviato problema della dispersione nell’ambiente delle acque reflue contaminate da parte di alcune nostre frazioni.

Abbiamo realizzato un Piano Comunale di Protezione Civile, che è diventato linea-guida per l’intera Toscana: il piano è stato presentato a tutta la popolazione con la collaborazione delle nostre associazioni di Protezione Civile.

Queste e molte altre pratiche hanno valso a Fiesole il riconoscimento delle Spighe Verdi assegnato dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale – Italia ai Comuni rurali che hanno rispettato criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio (e di cui hanno beneficiato nel 2018 solo 31 Comuni in Italia, di cui solo 5 in Toscana).

LE PROPOSTE

 La scarsità di risorse pubbliche, effetto della generale crisi finanziaria ed economica, è divenuta ormai condizione strutturale per le Pubbliche Amministrazioni, che poco investono sulla cura e la manutenzione del territorio. 

È quindi più che mai necessario iniziare a costruire e mettere in pratica strumenti e modelli innovativi, che da una parte consentano all’Amministrazione di dare nuove risposte a fronte di risorse limitate e dall’altra permettano di costruire una nuova dimensione relazionale e di cooperazione tra pubblico e privato. 

Sul nostro territorio sono presenti due aree naturali protette di interesse locale: Montececeri e, solo per una parte, l’ANPIL del Mensola. Queste aree sono state sostanzialmente abolite dalla Legge Regionale 30 del 19 marzo 2015, senza poter essere al momento inquadrate in una nuova forma di tutela istituzionale. Nonostante tale situazione di incertezza normativa, proseguiremo la ricerca di fondi per la manutenzione delle aree naturali già istituite, per la protezione, il riconoscimento e la valorizzazione di altre aree di grande valore ambientale, come la Valle del Sambre. 

Continueremo a sostenere un progetto di insieme per le aree naturali legate dalla presenza del reticolo idrografico dell’Arno (proposta già avanzata in sede di elaborazione del Piano strategico della Città Metropolitana) e svilupperemo un Progetto di paesaggio da proporre alla Regione Toscana nel quadro degli strumenti per la valorizzazione previsti dal piano paesaggistico.

La trasformazione in atto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti rimane un passaggio importante che deve essere accompagnato dall’Amministrazione, oltre che dal Gestore del servizio, ed i cui esiti devono essere monitorati. Per questo abbiamo promosso l’adesione del Comune alla strategia denominata Rifiuti Zero e abbiamo posto le basi per la creazione di un Osservatorio locale sui rifiuti, al quale possano partecipare gli utenti del servizio, che monitori l’andamento e le modalità della raccolta porta a porta, proponga miglioramenti per calibrarla alle particolarità del territorio e delle diverse frazioni, suggerisca e sostenga attività di informazione ed educazione su percorsi attuabili di diminuzione dei rifiuti, come ad esempio la riduzione degli imballaggi alla fonte. L’Osservatorio andrà istituito non appena insediata la futura Amministrazione.

Il Piano predisposto dall’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ATO Toscana Centro al momento contempla un unico Centro di raccolta per Fiesole situato nella Valle del Mugnone, attualmente in fase di progettazione definitiva e di prossima realizzazione. Una dislocazione assai lontana e scomoda per gli abitanti della Valle dell’Arno, dei quali ci impegneremo a fare da portavoce, affinché possano al più presto usufruire di un servizio analogo seppur situato nei Comuni limitrofi.

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L’economia futura: il “sistema Fiesole”

L’ECONOMIA FUTURA: IL “SISTEMA FIESOLE”

LE IDEE

Cittadini per Fiesole crede che uno dei valori chiave della gestione pubblica sia lasciare in eredità alle nuove generazioni un mondo migliore. 

Fiesole è già oggi un laboratorio esemplare di un modello di sviluppo che mette al centro della crescita economica:

  • la sostenibilità ambientale;
  • la costruzione di un’ampia rete di rapporti tra gli operatori economici e culturali e tra questi e l’Amministrazione;
  • un nuovo paradigma di sviluppo che veda muoversi all’unisono Cittadinanza e Amministrazione, Pubblico e Privato. 

Un modello che deve essere alimentato dal costante contributo attivo di tutti i soggetti, privati e pubblici, per elaborare soluzioni e strategie condivise per una crescita più armonica e solida dell’economia.

Tutto ciò nella forte convinzione che il cambiamento debba partire dal nucleo più piccolo e vicino ai cittadini e quindi dall’attività dell’Amministrazione locale. Si dovranno costruire e mettere in pratica strumenti e modelli innovativi che da una parte consentano di dare nuove risposte a fronte di risorse limitate e dall’altra permettano di costruire una nuova dimensione relazionale e di cooperazione tra il pubblico e il privato.

Siamo fermamente convinti che una crescita economica sostenibile e condivisa sia nell’interesse del Cittadino e dell’intera Comunità.

LE IDEE

L’obiettivo della nascita del Distretto Biologico di Fiesole è stato raggiunto a seguito di un lungo percorso di partecipazione portato avanti da molteplici attori presenti sul territorio in sinergia con l’Amministrazione; il collante è stata la visione condivisa dei punti di forza e dei bisogni del nostro territorio e la volontà di identificarsi quale Distretto Biologico; ne sono stati protagonisti non solo le aziende agricole e l’Amministrazione ma anche numerosi privati cittadini, associazioni operanti in campo sociale, culturale, ambientale ed escursionistico, e altre attività produttive e commerciali. 

All’agricoltura di alta qualità presente sul territorio fiesolano si è riconosciuto un ruolo di primo piano per la generazione di reddito nel turismo, per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni, per il miglioramento della qualità ambientale e per la promozione delle realtà culturali. 

Possiamo quindi affermare che il Distretto Biologico,come sistema di vita dei Fiesolani, è un sistema che affonda le sue radici in un territorio inteso come elemento vivo e produttivo.

Negli ultimi anni il turismo a Fiesole ha segnato un costante aumento delle presenze. Il nostro territorio presenta una vasta gamma di elementi di attrazione che intercettano molti dei possibili settori del turismo contemporaneo. Forse anche per questo qui si registra una tendenza positiva del turismo, che continua anche in questa fase economica e che si orienta sempre di più verso un modello maggiormente integrato con il territorio, più lento e diffuso, un turismo sostenibile che desidera provare un’esperienza culturale complessiva, fatta di patrimonio artistico, storico e ambientale, ma anche e soprattutto di una comunità locale viva e coesa.

A questo tipo di turismo punta il Marchio Fiesole, progetto di marketing territoriale portato avanti dalla nostra Amministrazione a partire dal 2015, che si propone la realizzazione di un sistema integrato di offerta dei prodotti fiesolani e di valorizzazione territoriale tramite la costituzione di una rete tra soggetti economici e culturali del territorio. Nella sua fase iniziale il progetto ha già visto la partecipazione alla formazione obbligatoria e l’assegnazione della concessione d’uso del Marchio a cinquanta soggetti tra aziende, associazioni e Fondazioni del territorio.

LE PROPOSTE

 Dal quadro descritto emerge con evidenza quanto imprese agricole, associazioni ricreative ed escursionistiche, Fondazioni e istituzioni culturali, attività ricettive e ristoratori risultino già oggi inscindibilmente uniti dall’obiettivo comune di fare dell’enorme potenzialità del nostro territorio la principale fonte di coesione sociale e sviluppo economico.

Nei prossimi anni il ruolo della nostra Amministrazione sarà quello di facilitare il processo già avviato, dandosi l’obiettivo di coinvolgere in questo modello di sviluppo economico altri soggetti importanti, quali le imprese operanti nel commercio e nell’artigianato. Così come si dovrà continuare a sensibilizzare le strutture ricettive e le attività di somministrazione affinché si aprano alla sempre maggiore utilizzazione dei prodotti biologici locali e a una cucina non solamente tipica, ma anche sana.

Grazie all’opera di risanamento del bilancio comunale operata dalla nostra Amministrazione, nei prossimi anni si libereranno via via un maggior numero di risorse economiche da investire anche in questo settore. Ma questo da sé non basta per garantire un’economia solida e sana: è necessario che la stessa imprenditoria locale sia in grado di intercettare i nuovi bisogni della popolazione e le nuove forme di turismo per adeguare di conseguenza, e tempestivamente, la propria offerta. La conoscenza delle risorse presenti sul territorio, dei cambiamenti nell’età e nella composizione della popolazione e del turista, l’apertura al cambiamento, la disponibilità alla formazione e la capacità di fare rete con altri soggetti pubblici e privati non solo fiesolani, saranno le qualità imprenditoriali che la nostra Amministrazione dovrà sempre più promuovere e sostenere, mettendo a disposizione dei progetti innovativi e di rete informazioni su esperienze di altri territori e su occasioni di finanziamento, contatti con altre realtà, e competenze progettuali.

L’offerta turistica dovrà configurarsi come un pacchetto integrato e completo, che vada in direzione di una crescente destagionalizzazione: il sistema museale comunale (Museo Bandini, Area e Museo Archeologico) dovrà sempre maggiormente legarsi con la rete dei sentieri escursionistici (Via degli Dei, Sentiero degli Etruschi, Sentiero di Stilicone e le più recenti Via di San Francesco, che attraversa la nostra Valle dell’Arno, e Via di Dante, che passa per la Valle del Mugnone) e con le già numerose opportunità di visita a ville e giardini privati, aziende agricole, artigianali e produttive e con i festival, le fiere e gli altri eventi presenti sul nostro territorio in tutto l’arco dell’anno. 

Il viaggiatore dovrà essere attratto nella rete del Sistema Fiesole, riportandone un’esperienza positiva di crescita culturale complessiva.

Particolare impegno verrà messo nei contatti con gli enti sovraordinati (Città Metropolitana, Regione) e con i Comuni limitrofi per trovare soluzioni più adeguate e moderne ai trasporti pubblici non di linea (taxi, NCC), che vadano verso una tutela del settore e migliorino sempre più il servizio offerto al territorio. 

Si punterà, anche attraverso i progetti di ambito turistico della Città Metropolitana, a rendere disponibili sul territorio sistemi di trasporto alternativi all’auto privata (car sharing, preferibilmente con auto elettriche, navette di aziende in rete).

Daremo continuità alle attività collegate al Marchio Fiesole, sia riproponendo annualmente il percorso di formazione e di concessione del Marchio a nuove realtà economiche e associative, sia promuovendo progetti che rafforzino la rete delle aziende che hanno già ottenuto il Marchio. 

Il Distretto Biologico di Fiesole resta per noi il modello emblematico di quello che intendiamo per “sviluppo sostenibile”: un progetto di crescita economica che si sposa con il miglioramento della qualità della vita, della salute e del benessere di tutta la popolazione, che si propone di creare nuove opportunità occupazionali per i giovani e può essere contenitore vivo di occasioni di inclusione sociale. 

Per questo saremo a fianco dei nostri agricoltori affinché il Distretto ottenga il riconoscimento ufficiale della Regione Toscana, condizione essenziale per poter poi accedere ai finanziamenti pubblici specificatamente dedicati ai distretti rurali; ci faremo portavoce per sollecitare gli organi preposti ad affrontare incisivamente, e con tutti gli strumenti a disposizione, la grave problematica degli ungulati selvatici, che quotidianamente le nostre imprese si trovano ad affrontare; metteremo infine in atto meccanismi premiali e di snellimento delle procedure per le aziende agricole e incentiveremo i sistemi di raccolta delle acque pluviali e l’uso di energie rinnovabili.

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Distretto Biologico: il percorso verso il riconoscimento regionale

Abbiamo approvato in Consiglio comunale l’accordo per il “Distretto rurale ad alto valore biologico di Fiesole”. Facendo così il primo passo per il riconoscimento regionale del nostro Distretto Biologico fiesolano, una realtà importante, un modello di sviluppo sostenibile del territorio in cui la nostra Amministrazione crede molto. E che è l’attuazione di quanto era scritto nel nostro programma di governo di cinque anni fa: rendere l’agricoltura di qualità di nuovo protagonista.

Sul territorio fiesolano sono presenti una trentina di aziende agricole che coltivano seguendo il metodo biologico, ovvero un’agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente, nella quale sostanzialmente è vietato l’uso di pesticidi e concimi chimici. Il 45% della superficie agricola fiesolana è coltivata a biologico, un tasso molto superiore alla media nazionale che è appena del 15%. Aziende d’eccellenza, piccole e grandi, che si sono messe insieme per costituire il Distretto biologico, con l’appoggio concreto del nostro Assessore allo Sviluppo economico Stefania Iacomi. Un’esperienza unica in Toscana nel suo genere, un modello per altri territori che vogliano seguire lo stesso percorso. E che potrà creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, perseguendo un modello di economia sostenibile.

L’ultimo passaggio in Consiglio comunale è un passo importante del percorso avviato nel 2015 da Cittadini per Fiesole in collaborazione con Slow Food Firenze e che ha portato ad aprile del 2018 alla costituzione dell’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole, che ha il Comune fra i suoi soci fondatori.

“È uno degli impegni che c’eravamo presi”, ha spiegato l’Assessore allo Sviluppo Economico Stefania Iacomi nel presentare l’accordo in Consiglio comunale. “Con il Distretto abbiamo messo le radici per portare avanti uno sviluppo economico diverso per il nostro territorio, basato su un’agricoltura di qualità, con una visione allargata e moderna”.

Ad oggi non esistono leggi nazionali o regionali sui distretti biologici. Ecco così la scelta di percorrere la strada del riconoscimento regionale come “Distretto rurale ad alto valore biologico”. “In questi anni abbiamo visto crescere una progettualità comune e concreta sul nostro territorio. Aziende che hanno cominciato a parlarsi e a conoscersi, a collaborare, ad esempio comprando insieme materiali così da abbattere i costi”, spiega ancora l’Assessore Iacomi. “L’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole è aperta anche alla società civile: ecco perché è un progetto virtuoso dove anche i cittadini possono dare il proprio contributo progettuale”.

Insomma, quella che con il Distretto abbiamo cominciato a costruire “È una nuova Fiesole, quella delle aziende, delle fondazioni, delle associazioni, dei cittadini, che insieme all’Amministrazione ha cominciato il cammino verso l’ambiziosa meta di uno sviluppo sostenibile in un territorio di qualità”, come ha sottolineato la consigliera comunale Silvia Mantovani in Consiglio Comunale.

Adottato il Piano Strutturale

Il Consiglio Comunale di Fiesole ha adottato oggi pomeriggio, 28 febbraio, il nuovo Piano Strutturale che contiene i principi guida per il governo del territorio comunale. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli dei consiglieri di Cittadini per Fiesole, il voto contrario del Pd e l’astensione del Gruppo Misto. Il nuovo strumento urbanistico, che sostituisce il Piano Strutturale approvato venti anni fa, è stato progettato con il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni, garantendo la partecipazione della collettività nelle scelte urbanistiche. “L’Amministrazione ha svolto un percorso di partecipazione dedicato esplicitamente a raccogliere sollecitazioni, proposte, rilievi di criticità” – afferma l’assessore al territorio, Iacopo Zetti – “ben sapendo che la città la fanno prima di tutto gli abitanti attraverso le proprie necessità e modalità di uso quotidiano, piuttosto che gli uffici deputati alla pianificazione urbanistica ed i progettisti, ancorché entrambi assolutamente necessari alla buona gestione del territorio”.

L’Assessore al Territorio Iacopo Zetti

Il primo punto caratterizzante il Piano Strutturale è la prosecuzione dell’azione di conservazione e valorizzazione di un territorio che ha ampi valori patrimoniali, limitando il consumo di nuovo suolo a soli interventi di carattere pubblico, ed incentivando il riuso del patrimonio edificato, con una particolare attenzione ai contenitori per i servizi di utilità collettiva. Il piano raccoglie poi la sfida di favorire e incentivare le dinamiche positive già in atto nel territorio, come il turismo diffuso, il sostegno alle attività agricole professionali e amatoriali, la valorizzazione della rete delle istituzioni culturali di alto livello e lo sviluppo delle attività produttive esistenti, mediante adeguamenti che forniscano garanzia di qualità architettonica e paesaggistica.

La valorizzazione delle aree rurali e quindi la protezione del paesaggio, si coniuga con azioni che favoriscono le attività produttive dentro un “patto” collettivo di cura del territorio che vede il distretto biologico come uno degli elementi che entrano nelle strategie del piano con grande rilevanza.

Iacopo Nespolo, responsabile Dipartimento Urbanistica

Accanto alle azioni di sostegno alle realtà esistenti si collocano nuove strategie come l’implementazione della mobilità alternativa, soprattutto lungo la valle dell’Arno e le politiche dell’abitare, con iniziative sociali utili a rispondere alla domanda crescente di accesso alla casa, tese alla soddisfazione di un diritto fondamentale delle cittadine e dei cittadini.

Il Piano Strutturale si rivolge ai cittadini sapendo che il futuro del territorio non può che essere visto con fiducia ed ottimismo fino a quando questa collettività se ne prenderà cura, come questo percorso di costruzione del Piano Strutturale ha dimostrato di sapere e volere fare.

Chi ne volesse sapere di più, può guardare il video dove l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti illustra il Piano.