Lo sport, laboratorio di comunità

LO SPORT, LABORATORIO DI COMUNITÀ

LE IDEE

Lo sport è un elemento fondamentale per la nostra declinazione di Benessere a Fiesole, perché lo sport è educazione, formazione, salute, ma anche aggregazione e comunità; occorre ampliare la disponibilità degli spazi ed ottimizzare le strutture comunali esistenti per una loro piena utilizzazione e fruizione. Anche in questo caso fare rete fra le Associazioni e le varie società servirà non solo alla reciproca conoscenza, ma anche a una migliore organizzazione dell’offerta e alla interdisciplinarietà.

I FATTI

Durante il nostro mandato abbiamo:

  • evitato la vendita di alcuni impianti sportivi, che la precedente Amministrazione aveva invece previsto;
  • messo ordine alle convenzioni per le gestione degli impianti Comunali attraverso trasparenti gare di assegnazione, stabilendo canoni di affitto e la disciplina degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • risolto positivamente situazioni conflittuali con alcune società, relative alla gestione degli impianti comunali;
  • promosso la festa degli sportivi che premia gli atleti che si sono distinti nel corso dell’anno, e che riconosce le attività delle tante associazioni;
  • reso possibile la piena utilizzazione dell’impianto di San Bartolo (unitamente alla Casina Rossa) attraverso un progetto che unisce sport e disabilità.

LE PROPOSTE

Il ritorno ad una condizione finanziaria di “Comune normale”, ci  permetterà di attuare nuovi investimenti nel settore e assicurare la costante manutenzione delle strutture, condizione fondamentale per garantire la pratica sportiva. 

Un palazzetto dello sport consentirà ai nostri ragazzi del basket e della pallavolo di giocare “in casa” senza migrare nelle strutture fiorentine; per la realizzazione di questa opera, inserita nel nuovo Piano Strutturale recentemente adottato, ci stiamo già adoperando per verificare l’interesse di soggetti privati ad investire nel settore sportivo. Grazie a questa previsione potremo dotare Fiesole di un piano complessivo per lo sport e assicurare la piena utilizzazione delle strutture comunali al fine di soddisfare la domanda di grandi e piccini.

Per farci carico e rendere concreta l’esigenza di fare squadra, emersa anche in questo settore, l’Amministrazione Comunale svolgerà un ruolo di coordinamento e di promozione di una rete di rapporti e collaborazioni fra le varie pratiche sportive presenti sul tutto il territorio. In questa cornice raccoglieremo la proposta, lanciata dalle società sportive, di una festa dello sport fiesolano, che avvicini i cittadini alla pratica della varie discipline sportive. 

Anche nello sport un progetto condiviso e complessivo costituirà la base per cercare nuove risorse di finanziamento pubbliche e private.

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La sicurezza, un bene comune

LA SICUREZZA, UN BENE COMUNE

LE IDEE

Il benessere individuale e collettivo dipende anche dal senso di tranquillità e sicurezza che ciascuno di noi percepisce nel luogo in cui vive. Indipendentemente dalla sua incidenza reale, la paura della criminalità influenza negativamente le nostra vita quotidiana. Crediamo che sviluppare il senso di appartenenza alla comunità serva indirettamente e preventivamente a contrastare l’insorgere della criminalità e a favorire il rispetto della legalità. La sicurezza, così come la salute e l’istruzione, è un bene comune del quale i cittadini possono e devono prendersi cura, ferme restando le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà sancito dalla nostra Costituzione.

I FATTI

Come su tutto il territorio nazionale, anche a Fiesole gli abitanti subiscono da anni principalmente effrazioni, furti in appartamento e atti di vandalismo. Si richiedono a più voci interventi incisivi da parte delle Forze dell’Ordine, che non riescono a far fronte alle richieste di soccorso a causa dei tagli imposti da parte di tutti i Governi che a livello nazionale si sono succeduti nel corso degli ultimi anni.

In materia di sicurezza abbiamo portato avanti politiche ampie che hanno coinvolto più Amministrazioni. In questo senso sono stati firmati atti importanti fra cui:

  • un protocollo tra Prefettura e Sindaci del territorio fiorentino, per regolare e organizzare il “controllo di vicinato”: l’obiettivo è quello di innalzare gli standard di sicurezza della comunità in ambito urbano;
  • un Regolamento di Polizia Urbana e norme per la convivenza civile, condiviso da 21 Amministrazioni comunali della Città Metropolitana di Firenze.

LE PROPOSTE

 Continueremo a farci portavoce nei vari tavoli istituzionali, chiedendo un maggiore controllo su tutto il nostro territorio anche con la sottoscrizione di un Patto per la sicurezza con la Prefettura, come previsto dal Decreto Legge 14/2017.

Contemporaneamente favoriremo tutte le forme di partecipazione dei cittadini in tema di sicurezza urbana, di presidio del territorio e di educazione alla legalità, anche facendo ricorso ai Patti di Cittadinanza Attiva, nell’ambito del Regolamento Comunale vigente.

A Fiesole si è già costituito, nella zona del Girone, un gruppo di cittadini organizzati in associazione per il controllo di vicinato. L’Amministrazione sosterrà questa iniziativa e lavorerà per creare situazioni analoghe in altre parti del nostro territorio. Siamo convinti che la creazione di reti virtuose tra cittadini porti vantaggi alla crescita e alla sicurezza di tutta la comunità.

In tema di sicurezza stradale abbiamo stipulato un accordo a costo zero con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli studi di Firenze per una ricerca finalizzata al miglioramento della sicurezza della circolazione stradale e alla diminuzione del numero di incidenti. Saremo il primo Comune del territorio fiorentino ad avere a disposizione uno strumento che ci metterà in grado di valutare l’effettiva pericolosità della rete stradale e verificare le misure correttive da mettere in opera.

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La salute diffusa

LA SALUTE DIFFUSA

LE IDEE

Il benessere della persona dipende dal concorso di diverse componenti sia materiali, sia culturali e spirituali: dalle condizioni economiche e di salute, ma anche dalle possibilità di vivere in autonomia e sicurezza, di dare continuità alla propria formazione culturale, di stringere relazioni durature, di sentirsi parte attiva di una comunità. Alcune componenti, come la qualità dell’ambiente e della vita sociale, dipendono in gran parte dalle politiche dell’Amministrazione comunale; sulle problematiche legate più strettamente a benessere economico, salute, educazione e sicurezza l’Ente locale ha principalmente il ruolo di portavoce dei cittadini presso gli enti competenti, con i quali è necessario ricercare una collaborazione continuativa.

I FATTI

Con l’uscita dalla Società della Salute Nord Ovest e il passaggio alla Zona socio-sanitaria Sud Est, abbiamo permesso al Comune e ai cittadini di riavvicinarsi ai soggetti che erogano i servizi. È stata scelta una zona con comuni più simili al nostro territorio dal punto di vista socio-economico, morfologico e per numero di abitanti, con la quale partecipare più attivamente e consapevolmente alla pianificazione, alla progettazione dei servizi condivisi, alla destinazione e gestione delle risorse.

Nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo mantenuto i servizi e ovunque possibile abbiamo avuto accesso a finanziamenti e attivato convenzioni per portare avanti progetti sui diversi settori di intervento: disabilità, anziani non autosufficienti, soggetti fragili, inserimenti lavorativi, disagio scolastico, lotta al gioco d’azzardo patologico, problemi abitativi, disagio giovanile.

Sono state promosse azioni positive e inclusive verso i richiedenti asilo,incoraggiando la partecipazione attiva degli stessi alla vita associativa locale e la progettualità condivisa da parte delle associazioni, in collaborazione con i gestori dei tre centri ospitanti di prima accoglienza (CAS).

Sono stati migliorati i servizi della mensa scolastica, rafforzandone il ruolo di educazione alimentare, privilegiando la fornitura di prodotti biologici e a chilometri zero.

Nel 2017 è stata creata la manifestazione OLOS, la città del benessere, evento annuale con convegno e dimostrazioni, durante i quali associazioni che si occupano di discipline orientali e di auto-cura si confrontano con esponenti della medicina ufficiale e con le amministrazioni che si occupano della salute.

LE PROPOSTE

 Benché Fiesole sia tra i primi comuni con reddito medio pro capite più alto nella Regione Toscana, come su tutto il territorio nazionale anche da noi si assiste ad un aumento dei casi di povertà: basti pensare alla crescita delle richieste di assistenza alimentare che pervengono alle associazioni di volontariato o alle segnalazioni di disagio abitativo. Grazie al risanamento del bilancio comunale nei prossimi anni si libereranno risorse che potranno essere utilizzate per incrementare il contributo affitti e per sostenere economicamente progetti di assistenza alle condizioni di disagio, come quello già avviato del banco alimentare.

Nonostante sia a livello nazionale sia regionale, vi siano state manifeste dichiarazioni di volontà di distribuzione dei presidi territoriali, tale diffusione stenta a decollare e anche a Fiesole nel corso degli anni si è assistito invece all’indebolimento progressivo delle strutture sanitarie pubbliche. Le associazioni di volontariato, che contribuiscono in maniera sostanziale a colmare le carenze del servizio, non possono essere lasciate sole: dovremo impegnarci per richiedere da una parte il potenziamento delle strutture e dei servizi pubblici esistenti e dall’altra il riconoscimento tangibile dell’apporto dato nell’ambito salute dal Terzo settore in termini di conoscenze, progettualità e soluzioni concrete.

Il presidio ASL a Compiobbi, oggi in condizioni di evidente abbandono, deve tornare a erogare maggiori servizi e gli ambulatori devono essere resi più idonei ed adeguati a un servizio rispettoso della dignità e della privacy dei cittadini.

L’ex Ospedale Sant’Antonino di Fiesole deve rimanere a destinazione socio-sanitaria e ospitare almeno in parte i servizi per la popolazione del capoluogo, che oggi ne è rimasta quasi totalmente sprovvista. L’Amministrazione sta sollecitando l’ASL all’attivazione delle gare per la sua assegnazione, con l’obiettivo di una sua riqualificazione per restituire a Fiesole e ai fiesolani sia una piastra dei servizi sanitari pubblica adeguata, sia una struttura che possa contenere altre funzioni socio-sanitarie, dove sviluppare cura e prevenzione, fisioterapia o interventi sociali altamente innovativi.

Per il presidio di Camerata, storicamente utilizzato dai fiesolani pur se collocato nel Comune di Firenze, abbiamo già ideato un percorso di riqualificazione in collaborazione con i medici di base: l’obiettivo è quello di ridare a Camerata una sua specifica identità di Casa della Salute, dove i cittadini potranno trovare una serie di servizi coordinati e integrati, un team multidisciplinare, formato da medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari, operatori sociali e amministrativi.

Dopo un anno dal passaggio di zona socio-sanitaria, durante il quale ci siamo preoccupati in primo luogo di evitare interruzioni nei servizi già in essere, si sono acquisiti dati e nuova consapevolezza ed è possibile ragionare sui nuovi servizi e sulla fattibilità economica degli stessi. Adesso è il momento di riunire intorno a un tavolo l’Amministrazione e il Terzo settore fiesolano per dare il nostro contributo a specifici programmi già avviati e per proporre in sinergia e con forza l’attivazione anche a Fiesole di nuovi e più efficaci servizi rivolti alle situazioni problematiche.

Riteniamo che debbano essere implementati servizi in tema di disabilità, sviluppati progetti di servizi diurni o semi-residenziali in loco, per ovviare alla mancanza di strutture dedicate a Fiesole, progetti in tema di “Vita indipendente/Dopo di noi”, esperienze di abitazione in autonomia, promozione di attività fisica motoria per specifiche categorie (trapiantati, anziani, disabili, persone fragili e con disagio), piccoli servizi di supporto alle persone anziane o con disagio, interventi di promozione all’inclusione lavorativa, sostegno a fragilità e disagio economico-sociale, accompagnando e affiancando i singoli soggetti o famiglie verso percorsi di autonomia.

In attesa di sviluppare un piano casa locale, interverremo sul disagio abitativo e sulle situazioni di solitudine aderendo a progetti di abitazione solidale portati avanti dalle associazioni presenti sul territorio. Il cohousing può costituire una soluzione per rinnovare il tessuto sociale in termini anagrafici attraendo anche le giovani generazioni.

Sul tema del disagio giovanile proporremo interventi coordinati di animazione sociale territoriale, dando maggiore forza al progetto di Educativa di strada nelle due valli in collaborazione con la Zona socio sanitaria Sud-Est, contro fenomeni di dipendenze, bullismo, isolamento ed esclusione, con l’obiettivo di coinvolgere dal basso gruppi di adolescenti a rischio.

Si riafferma l’impegno a mantenere un sistema educativo integrato a misura di bambino con attività di sostegno alle attività didattiche scolastiche, favorendo e promuovendo parallelamente, nel rispetto dell’autonomia didattica, occasioni di collegamento e incontro con le istituzioni culturali presenti sul territorio.

Si studieranno interventi per contrastare la dispersione scolastica e il disagio, servizi di supporto alle attività scolastiche, attraverso l’offerta di strutture funzionali, azioni di sostegno alla frequenza scolastica, o azioni di ascolto, dialogo, orientamento e supporto.

Non ultima si ribadisce la necessità di promuovere nuovi interventi di educazione permanente per gli adulti, sviluppo di occasioni educative non formali ricorrenti, progettualità a sostegno di politiche sociali e ricreative: letture ad anziani soli, audiolibri per non vedenti, corsi di alfabetizzazione informatica, percorsi del cammino e della salute con letture e guide culturali, cinema per anziani, cineforum tematici su temi sociali di attualità.

Si intende promuovere un modello di comunità attenta al tema della qualità della vita, grazie alla collaborazione di vari attori locali che svolgono attività legate al miglioramento della salute, all’integrazione corpo-mente, allo sviluppo della cultura del benessere, alla promozione di stili di vita con funzione preventiva (attività fisica, prevenzione medica, cibo sano, rispetto delle biodiversità, contesto inclusivo, adeguatezza socio-economica-culturale). La prosecuzione della manifestazione OLOS sarà lo strumento principale con cui perseguiremo questo obiettivo. Su questo tema, è fondamentale la presenza a Camerata del Centro “Fior di prugna” (Centro Regionale di medicina complementare, attivo tra l’altro nella cura di patologie neurologiche e nei pazienti oncologici), disponibile a sviluppare un’attività rivolta alla prevenzione e con un forte interesse a creare sinergie con il territorio. La stessa presenza del Centro Regionale di medicina complementare costituirà un valore aggiunto riconosciuto sui temi della cura e prevenzione consapevole.

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