La verità sul bilancio di Fiesole (dai documenti ufficiali)

Quando cinque anni fa la nostra Amministrazione si è insediata, la situazione che abbiamo trovato nel Comune di Fiesole era drammatica:

• un indebitamento per mutui di 25.600.000 euro;

• un piano di riequilibrio decennale 2013-2022 da 2.800.000 euro per coprire un deficit emerso a fine 2012.

Successivamente sono emersi:

1.217.000 euro di debiti fuori bilancio, non contabilizzati;

995.000 euro di debiti della avventata Unione dei Comuni Fiesole-Vaglia.

Quindi il Comune di Fiesole è risultato gravato non solo dal debito per mutui ma anche da un passivo complessivo di circa 5.012.000 euro riconducibili alla precedente gestione.

A questa situazione complessa abbiamo fatto fronte senza tagliare servizi ai cittadini, ma con un’attenta riduzione delle spese di funzionamento e con una riorganizzazione dei servizi. Se non avessimo adottato tempestivamente queste misure correttive, il rischio del dissesto per insolvenza sarebbe stato concreto. E con questo ci sarebbe stato il commissariamento dell’Ente e il conseguente taglio di servizi per i cittadini, dagli asili nido ai servizi sociali, dai servizi della biblioteca all’aumento del costo delle mense scolastiche. Aver scongiurato tutto ciò è uno dei nostri risultati più importanti e ne andiamo orgogliosi.

LA RIDUZIONE DEL DEBITO

Nel 2014 esistevano debiti per mutui per 25.600.000 euro, una cifra enorme: il 200% di un bilancio da 12.000.000 euro di entrate correnti. Su ciascuno dei 14mila cittadini fiesolani, neonati compresi, gravava un fardello di oltre 1785 euro di debito comunale (la media italiana nel 2015 era di 505).

Come si ricava dal grafico, durante l’Amministrazione Incatasciato-Gamannossi l’indebitamento è salito raggiungendo nel 2005 il suo massimo storico, per poi cominciare a scendere, con una riduzione complessiva in dieci anni di soli 5.200.000 euro. In soli cinque anni del nostro mandato è calato di 9.100.000 euro (quasi il doppio).

Non era affatto scontato che il Comune trovasse le risorse per far fronte ai debiti contratti (anche considerati i tagli ai Comuni dal Governo centrale), ma è stato il frutto della nostra attenta politica sui conti. Se proseguirà l’opera intrapresa da Cittadini per Fiesole, il debito per mutui arriverà nei prossimi anni alla soglia dei 10 milioni, una cifra senz’altro più gestibile, pari a 714 euro pro-capite su ogni cittadino fiesolano.

DISAVANZO E PIANO DI RIEQUILIBRIO

A causa del pesante deficit maturato, la precedente Amministrazione ha deciso di evitare la procedura di dissesto attivando un Piano di riequilibrio finanziario decennale 2013-2022 per un importo di 2.800.000 euro. A questa cifra concorrevano vari elementi, come ad esempio mancate riscossioni da proventi per concessioni edilizie (la vicenda di una residenza per anziani a Poggio Gherardo) o violazioni al codice della strada oltre che spese maturate ma non contabilizzate. Il Piano ha limitato fortemente la nostra capacità di spesa, impedendoci di accendere mutui per opere utili ai cittadini (come il rifacimento delle strade), costringendoci a mantenere al massimo le aliquote delle imposte comunali e sottoponendoci alla continua sorveglianza della Corte dei Conti.

È un enorme risultato il fatto che, con l’approvazione del rendiconto 2018, e con ben quattro anni di anticipo, questo disavanzo sia stato coperto. Grazie a noi, il Comune potrà adesso chiedere la fuoriuscita dal Piano di riequilibrio e potrà incrementare gli investimenti per opere a favore dei cittadini.

DEBITI FUORI BILANCIO

Nei due anni successivi al nostro insediamento, abbiamo scoperto in totale 1.217.000 euro di debiti fuori bilancio, non contabilizzati, cioè non riportati nel bilancio. Questi riguardavano in particolare:

• Società della Salute per 611.000 euro (con decreto ingiuntivo);

• gli stipendi e contributi degli ex co.co.co dell’Azienda Speciale Fiesole Musei per 147.000 euro;

• parcelle di avvocati e consulenze tecniche per 219.000 euro;

• ulteriori debiti per circa 240.000 euro.

Nei cinque anni del nostro mandato abbiamo coperto anche questi debiti.

FIESOLE-VAGLIA, UN’UNIONE FONTE DI DEBITI

In appena tre anni a partire dal 2012, l’Unione dei Comuni Fiesole-Vaglia, creata dalla precedente Amministrazione, ha accumulato debiti per circa 1.400.000 euro, di cui il 70%, pari a 995.000 euro, a carico del nostro Comune. L’Unione era una struttura che non abbatteva i costi, come è stato in tanti altri Comuni che si sono accorpati, ma al contrario produceva ulteriori spese. Su tutto questo è stata istituita una Commissione di indagine composta da consiglieri di maggioranza e di opposizione che è giunta a conclusioni sconcertanti e univoche, tanto che la relazione dettagliata è stata consegnata alla Procura della Repubblica.

Tutti i dati che riportiamo sono riscontrabili nei documenti ufficiali.

ONESTÀ, CORRETTEZZA, TRASPARENZA: PER FIESOLE VOTA ANNA RAVONI

Doppio Ponte di Vallina: la Regione dà parere favorevole

Ho un’altra notizia importante per tutto il nostro Comune, e per la Valle dell’Arno in particolare, da darvi oggi: la Regione Toscana ha concluso con il parere favorevole il procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) per la costruzione del cosiddetto “doppio ponte di Vallina”.
Si tratta di un progetto Anas finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e sostenuto dalla Regione Toscana, un’opera strategica per migliorare la circolazione stradale, la sicurezza e l’impatto ambientale del traffico nell’intera Valle dell’Arno. Il progetto interessa il nostro Comune insieme a quello di Bagno a Ripoli: una variante dell’abitato di Vallina che prevede la realizzazione di due ponti sull’Arno per collegare la località di Vallina, nel Comune di Bagno a Ripoli, con la località di Quintole, nel Comune di Fiesole. L’opera prevede anche un sistema di tre rotatorie, una nel nostro Comune, due in quello di Bagno a Ripoli, oltre a una pista ciclabile e a un parco fluviale agricolo dell’Arno, lungo l’ansa del fiume sul lato Fiesole. Per la realizzazione dell’opera si stimano necessari 31 mesi dalla consegna dei lavori. Si tratta di un bel lavoro di squadra che stiamo portando avanti con Anas, Comune di Bagno a Ripoli, Città Metropolitana e Regione Toscana. Un progetto in cui la nostra Amministrazione crede molto e che avrà come conseguenza lo spostamento del traffico sulla riva sinistra dell’Arno sull’attuale Provinciale 34, liberando così le nostre frazioni dalla morsa delle auto e dei camion.

Coperto in anticipo il disavanzo del Piano di riequilibrio

Si è tenuto oggi l’ultimo Consiglio Comunale della nostra legislatura. Si è chiuso con l’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2018. E con questo posso finalmente comunicarvi una novità importante per il nostro Comune: con quattro anni di anticipo è stato coperto il disavanzo che proveniva dal Piano di riequilibrio decennale. Esiste tuttavia ancora il piano di rientro conseguente al passaggio al nuovo bilancio armonizzato (circa 1,1 milioni). 
Il Comune di Fiesole potrà tuttavia chiedere alla Corte dei Conti la fuoriuscita dal Piano di riequilibrio: questo potrà avvenire dopo l’insediamento del nuovo Consiglio Comunale che dovrà deliberare. Se la Corte darà il via libera, in grande anticipo rispetto a quanto previsto, il Comune di Fiesole potrà progressivamente tornare a fare investimenti per opere a favore dei propri cittadini. Ovvero quello che con le nostre risorse, in questi cinque anni in cui siamo stati alla guida della città, abbiamo potuto fare in misura contenuta.
Il risultato che abbiamo ottenuto, per cui ringrazio l’Assessore al Bilancio Salvatore Suriano, è il frutto di una concomitanza di meccanismi positivi cui abbiamo lavorato. Si tratta di un traguardo di cui siamo fieri e per cui ci siamo battuti con impegno. Senza toccare, mi preme sottolinearlo, nemmeno uno dei servizi per i cittadini, ma eliminando spese extra, come la carta di credito del Sindaco o la macchina con autista. O, ancora, riducendo il contenzioso e le spese legali. O anche con scelte come il passaggio dalla Zona sanitaria Nord Ovest a quella Sud Est, con l’uscita dalla Società della Salute e una riduzione per le spese per lo stesso livello di servizi. Anche la ricerca di finanziamenti esterni è stata proficua: 8 milioni di euro, un risultato mai raggiunto dalle precedenti Amministrazioni, destinati alla progettazione e alla realizzazione di importanti opere pubbliche, come la fognatura nella Valle dell’Arno o la riqualificazione delle scuole. Tutto questo nell’assoluta trasparenza, onestà, regolarità che ha contraddistinto il lavoro di Cittadini per Fiesole.

Pian di San Bartolo, uno spazio ritrovato

È stata una serata importante quella di stasera a Pian di San Bartolo. Importante perché abbiamo incontrato i cittadini e ne abbiamo ascoltato le richieste, dando loro risposta, come stiamo facendo in tutte le frazioni in questi giorni. E importante per il luogo in cui è avvenuto l’incontro con gli abitanti della frazione sulla Bolognese: il teatro dell’impianto sportivo. Un’area che tornerà presto a vivere, grazie al lavoro della nostra Amministrazione. Siamo infatti riusciti ad affidarla con un bando pubblico a una società sportiva, la Polisportiva Valle Del Mugnone, e a un’associazione che opera nel sociale, l’Associazione Girasole. Sistemeranno l’area e l’interno della Casina Gialla e a metà giugno faranno l’inaugurazione. Si tratta di un impianto sportivo costruito ormai diversi anni fa, negli anni Novanta, e andato in decadenza. Siamo convinti che le due società cui l’abbiamo affidato torneranno a farne una bella struttura, un luogo dove si fa sport, anche sport legato al sociale, ma anche attività per gli anziani e per tutta la popolazione. Il teatro stesso tornerà a essere un punto di aggregazione, anche per fare musica. Come abbiamo fatto oggi con i ragazzi del Sound Pressure Level che hanno accompagnato l’incontro di stasera con il loro rock. Un concerto che idealmente ho voluto dedicare alla memoria di Alice, la quindicenne morta in un terribile incidente avvenuto sulla Faentina esattamente cinque anni fa.

Che cosa abbiamo fatto per Fiesole in questi cinque anni

Cinque anni intensi, di duro lavoro. Per Fiesole. Per lasciarla migliore di come l’abbiamo ereditata dalle precedenti Amministrazioni. E ci siamo riusciti. Risanando il bilancio, certo; ma anche ricostruendo il senso di comunità nella nostra città e nel territorio. Ecco che cosa abbiamo fatto e che rivendichiamo con orgoglio. Nella pubblicazione che potete scaricare qui trovate riassunti in breve i principali risultati di questi nostri anni alla guida del Comune.

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Compiobbi-Vallina, più vicina la nuova passerella sull’Arno

Decisivi passi avanti verso la realizzazione della passerella ciclopedonale sull’Arno che collegherà Compiobbi con Vallina. Oggi pomeriggio abbiamo infatti approvato all’unanimità in Consiglio Comunale la variante urbanistica, passo necessario nell’iter dell’opera. Nei giorni scorsi, la Città Metropolitana di Firenze aveva approvato il progetto definitivo della passerella stessa. Un progetto da 2,425 milioni finanziati dal Bando Periferie del Governo, fondi richiesti dal Comune di Fiesole insieme a quello di Bagno a Ripoli e gestiti dalla Città Metropolitana. Nel progetto definitivo è stato fissato anche il crono programma per la realizzazione dell’opera, con il termine dei lavori fissato per il 2021. Si tratta di un risultato importante per più aspetti. Innanzitutto si tratta di un’opera fortemente richiesta dal basso, tramite l’iniziativa dei cittadini, con la sinergia della Proloco della Valle dell’Arno, con Francesco Cecconi, e dell’associazione Natura e Vita di Bagno a Ripoli, con Francesco Zito, scomparso qualche anno fa. La passerella ciclopedonale è poi un importante stimolo alla mobilità sostenibile, agevolando collegamenti fra Compiobbi e la zona industriale di Vallina e lo scambio con treno e trasporto pubblico. Infine, la passerella rappresenta per la nostra Amministrazione il risultato di un bel lavoro di squadra con gli altri enti, il Comune di Bagno a Ripoli e il Sindaco Francesco Casini, e la Città Metropolitana. “Un progetto che ha trovato anche grande consenso in sede di Conferenza dei Servizi”, come sottolinea l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti. In definitiva, è un risultato importante a favore dei cittadini della Valle dell’Arno.

Distretto Biologico: il percorso verso il riconoscimento regionale

Abbiamo approvato in Consiglio comunale l’accordo per il “Distretto rurale ad alto valore biologico di Fiesole”. Facendo così il primo passo per il riconoscimento regionale del nostro Distretto Biologico fiesolano, una realtà importante, un modello di sviluppo sostenibile del territorio in cui la nostra Amministrazione crede molto. E che è l’attuazione di quanto era scritto nel nostro programma di governo di cinque anni fa: rendere l’agricoltura di qualità di nuovo protagonista.

Sul territorio fiesolano sono presenti una trentina di aziende agricole che coltivano seguendo il metodo biologico, ovvero un’agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente, nella quale sostanzialmente è vietato l’uso di pesticidi e concimi chimici. Il 45% della superficie agricola fiesolana è coltivata a biologico, un tasso molto superiore alla media nazionale che è appena del 15%. Aziende d’eccellenza, piccole e grandi, che si sono messe insieme per costituire il Distretto biologico, con l’appoggio concreto del nostro Assessore allo Sviluppo economico Stefania Iacomi. Un’esperienza unica in Toscana nel suo genere, un modello per altri territori che vogliano seguire lo stesso percorso. E che potrà creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, perseguendo un modello di economia sostenibile.

L’ultimo passaggio in Consiglio comunale è un passo importante del percorso avviato nel 2015 da Cittadini per Fiesole in collaborazione con Slow Food Firenze e che ha portato ad aprile del 2018 alla costituzione dell’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole, che ha il Comune fra i suoi soci fondatori.

“È uno degli impegni che c’eravamo presi”, ha spiegato l’Assessore allo Sviluppo Economico Stefania Iacomi nel presentare l’accordo in Consiglio comunale. “Con il Distretto abbiamo messo le radici per portare avanti uno sviluppo economico diverso per il nostro territorio, basato su un’agricoltura di qualità, con una visione allargata e moderna”.

Ad oggi non esistono leggi nazionali o regionali sui distretti biologici. Ecco così la scelta di percorrere la strada del riconoscimento regionale come “Distretto rurale ad alto valore biologico”. “In questi anni abbiamo visto crescere una progettualità comune e concreta sul nostro territorio. Aziende che hanno cominciato a parlarsi e a conoscersi, a collaborare, ad esempio comprando insieme materiali così da abbattere i costi”, spiega ancora l’Assessore Iacomi. “L’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole è aperta anche alla società civile: ecco perché è un progetto virtuoso dove anche i cittadini possono dare il proprio contributo progettuale”.

Insomma, quella che con il Distretto abbiamo cominciato a costruire “È una nuova Fiesole, quella delle aziende, delle fondazioni, delle associazioni, dei cittadini, che insieme all’Amministrazione ha cominciato il cammino verso l’ambiziosa meta di uno sviluppo sostenibile in un territorio di qualità”, come ha sottolineato la consigliera comunale Silvia Mantovani in Consiglio Comunale.

Fiesole aderisce a Rifiuti Zero

Il Comune di Fiesole ha aderito alla strategia Rifiuti Zero. Si tratta non di una semplice etichetta che poniamo al nostro territorio, ma di un’azione importante, europea e mondiale – Zero Waste – con una sua rete italiana e tante adesioni da parte dei Comuni. È una strategia globale sui rifiuti, una visione che come Cittadini per Fiesole sposiamo pienamente. Ed è basata sulla promozione di politiche per la riduzione dei rifiuti, il riciclo e il riuso dei materiali e degli oggetti, l’aumento della raccolta differenziata. Attualmente nel Comune di Fiesole la percentuale di differenziata si aggira attorno al 70%. Con l’adesione a Rifiuti Zero che abbiamo appena adottato   ci siamo dati un obiettivo ambizioso: quello del raggiungimento dell’85% entro il 2022. Per quest’ultimo obiettivo, in linea con l’adesione a Rifiuti Zero – che è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale: la maggioranza di Cittadini per Fiesole e le opposizioni di Pd e Gruppo Misto – la raccolta porta a porta in fase di estensione all’intero Comune è un tassello importante: è infatti il metodo di raccolta che, lo dicono le statistiche, produce la maggior percentuale di differenziata e la migliore qualità del materiale da avviare al riciclo. Ma la raccolta è solo un tassello. La delibera prevede anche l’impegno per il Comune, compatibilmente con i vincoli di bilancio, a istituire un centro dove beni durevoli e imballaggi possano essere raccolti e reimmessi nei cicli di riutilizzo, ricorrendo eventualmente anche all’apporto di cooperative sociali, al mondo del volontariato o alla cittadinanza attiva.

Fra i punti che abbiamo stabilito, c’è l’istituzione di un Osservatorio verso Rifiuti Zero, un organo che verifichi il percorso (la riduzione complessiva della quantità, l’innalzamento della quota di differenziata e di riuso) indicando quelle che sono le criticità e le soluzioni. Si tratta di un organo importante perché ne faranno parte non solo il Sindaco e l’Assessore all’ambiente, ma anche una rappresentanza della società civile. I cittadini entrano, così, a pieno titolo e attivamente a controllare quanto viene fato in un ambito così importante che riguarda il futuro di tutti noi. Come spiega Francesco Capezzuoli di Rifiuti Zero Firenze, “L’adesione da parte del Comune è un primo passo per avviare un percorso verso la sostenibilità da parte di un Ente che ha il potere di influenzare le abitudini quotidiane dei cittadini stessi”. Infine, come sottolinea l’Assessore al Territorio del Comune di Fiesole Iacopo Zetti, “Un altro punto importante del testo approvato è il mandato che viene dato alla Giunta Comunale di prendere parte a ogni futuro dibattito regionale sullo smaltimento dei rifiuti, così che le misure che non prevedono riuso o riciclo siano ridotte al minimo”.

Otto milioni di finanziamenti

Davanti alle ristrettezze di bilancio (di cui si parla qui) non siamo stati con le mani in mano. Siamo andati a cercare e trovare finanziamenti pubblici della Regione, dei Ministeri e dell’Unione Europea, così come avevamo previsto nel nostro programma elettorale. Abbiamo messo in campo otto milioni di euro, un risultato mai raggiunto dalle precedenti Amministrazioni, destinati alla progettazione e alla realizzazione di importanti opere pubbliche: la fognatura nella Valle dell’Arno, opera attesa da anni e la cui assenza ci avrebbe procurato sanzioni derivanti dalle normative europee sull’inquinamento; la messa in sicurezza delle scuole nella Valle dell’Arno; la manutenzione delle scuole di Pian di Mugnone, Compiobbi e Caldine, la passerella ciclopedonale sull’Arno a Compiobbi. Oltre a una serie di progetti che hanno visto protagonisti i nostri Musei.

Ecco nel dettaglio i finanziamenti che siamo riusciti a trovare per opere e servizi nel Comune.

  • Un finanziamento del Ministero dell’Ambiente (erogato attraverso l’Autorità Idrica Toscana) di circa 2 milioni di euro per la realizzazione della nuova fognatura nella valle dell’Arno.
  • Un finanziamento di circa 3 milioni ottenuto attraverso il Bando Periferie del Governo per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici nella valle dell’Arno.
  • Il finanziamento di 2,425 milioni, sempre all’interno del Bando Periferie, della passerella ciclo-pedonale fra Compiobbi e Vallina, finanziamento richiesto insieme al Comune di Bagno a Ripoli e gestito dalla Città Metropolitana.
  • I finanziamenti regionali ottenuti per studi sulle condizioni dell’edilizia scolastica: 33mila euro circa per verifiche sismiche e 46mila euro circa per verifiche ai solai.
  • Il finanziamento per la sistemazione del campo di calcetto vicino alla scuola di Borgunto, proveniente dal bando Spazi attivi della Fondazione Cassa di Risparmio per 32mila euro, integrato da un cofinanziamento dell’Amministrazione Comunale per una cifra equivalente.
  • Nell’ambito del Sistema di cooperazione tra Musei, a cui partecipano, assieme al Comune di Fiesole (capofila), il Comune di Firenze con Mus.e, l’Istituto degli Innocenti e la Fondazione Primo Conti, sono stati realizzati alcuni progetti di rete, che hanno ottenuto il contributo della Regione Toscana: 81mila euro nel 2017 per il progetto “Il pubblico al centro”; 17mila nel 2017 per “Museo? I don’t like”. E nel 2018, 36mila euro per un importante progetto di inclusione: AMIR – Accoglienza, Musei, Inclusione, Relazione – per favorire il dialogo fra musei e migranti. Un progetto che ha ottenuto la valutazione più alta della commissione valutatrice.
  • Inoltre nel 2017 i Musei di Fiesole hanno ottenuto un contributo di 20mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, sul Bando “Laboratori Culturali”, per la realizzazione del wi-fi negli spazi museali e la realizzazione di una App in realtà aumentata di ausilio alla visita del Museo Bandini.

E ancora, abbiamo partecipato ai bandi della Regione Toscana per la realizzazione della ciclovia dell’Arno. La proposta del Comune è entrata nell’elenco dei tratti finanziati, ma il finanziamento non è stato ad oggi ancora erogato.

Il bilancio sulla buona strada

Gestire un Comune non è una cosa facile, specialmente un Comune con il bilancio disastroso, in cui ce lo hanno lasciato le precedenti Amministrazioni. Al termine di questi cinque anni del nostro mandato la situazione finanziaria è migliorata, ma molto c’è ancora da lavorare per portare a compimento un autentico risanamento. 

BILANCIO IN ORDINE

In questi cinque anni la Giunta che ho guidato ha impostato e portato avanti con fermezza  e ostinazione una politica di risanamento del bilancio comunale, gravato da un debito così importante da mettere seriamente a rischio il futuro di Fiesole. Quando Cittadini per Fiesole ha vinto le elezioni nel 2014, esistevano debiti per oltre 25 milioni di euro e il piano decennale di riequilibrio  2013-2022, sottoscritto dalla precedente Amministrazione (Sindaco Incatasciato, Vicesindaco Gamannossi), stabiliva l’impossibilità di contrarre nuovi mutui e imponeva il controllo semestrale da parte della Corte dei Conti. 

Un piano di riequilibrio che conoscevamo e che sapevamo di dover affrontare. Quello che non sapevamo e che abbiamo scoperto pochissimi giorni dopo il nostro insediamento, è che erano stati contratti ulteriori 2 milioni circa di debiti, questi ultimi fuori bilancio. Che cosa significa? Costi e altre passività certe o probabili che non erano segnati o accantonati da nessuna parte, che ci siamo trovati a dover pagare senza che nessuno ne sapesse niente.

NESSUN TAGLIO AI SERVIZI

Di fronte all’emergere di queste ulteriori passività, ci siamo chiesti se saremmo stati in grado di portare avanti il nostro programma politico. Rimettere il mandato avrebbe significato il commissariamento del Comune e il conseguente e certo taglio di moltissimi servizi considerati non essenziali. Davanti a questa possibilità abbiamo scelto di andare avanti, onorando comunque gli impegni di spesa che erano stati presi, consapevoli però che molti obiettivi del programma ne avrebbero sofferto. Abbiamo chiuso l’Unione di Comuni con Vaglia, fonte di ulteriori squilibri, abbiamo diminuito le spese legali e di rappresentanza, abbiamo “esternalizzato” le attività di cui era difficile prevedere un ricavo certo. Quando questo nostro primo mandato sarà finito, il debito che lasceremo sarà drasticamente ridotto, arrivando al di sotto di 16,4 milioni e senza nessun debito fuori bilancio. Siamo particolarmente orgogliosi di aver raggiunto questo obiettivo, mantenendo alto il livello dei servizi senza aumentare per questo nessuna imposta comunale.

VERSO IL 2022

Le previsioni ci lasciano ragionevolmente credere che se i cittadini fiesolani ci daranno nuovamente fiducia e potremo proseguire con la politica di rigore portata avanti con l’Assessore al Bilancio Salvatore Suriano, alla fine del prossimo mandato lasceremo un debito ulteriormente ridotto a 10 milioni di euro, una cifra senz’altro più gestibile su un bilancio di 12 milioni. E soprattutto nel 2022 usciremo con successo dal Piano di riequilibrio: come in qualsiasi Comune “sano” potremo tornare a pianificare con tranquillità e largo respiro le opere  pubbliche e i servizi utili al presente e al futuro della nostra comunità. 

“Il nostro paesaggio vi dice grazie”

Pubblico con piacere per condividere con tutti voi la mail sul Piano Strutturale che una cittadina, Carlotta Nerozzi, mi ha inviato. Prendetevi qualche minuto per leggerla. Non credo siano necessari commenti. Aggiungo solo che io Carlotta l’ho conosciuta lì, davanti allo scempio di cui parla, quando lei e altri cittadini del Girone mi chiamarono in aiuto. Allora ero solo una consigliera di opposizione e niente ho potuto fare. Ma non ho mai dimenticato la richiesta di aiuto che mi arrivava da Carlotta e da moltissimi altri cittadini di altre parti del nostro territorio. Cinque anni fa ho promesso: se sarò eletta Sindaco uno dei primi obiettivi sarà un Piano Strutturale a consumo di suolo zero. Ebbene, il Piano lo abbiamo appena adottato ed è frutto anche di un doppio processo di partecipazione con i cittadini (diffidate dalle imitazioni di partecipazione in urbanistica di cui, non da noi, sentirete parlare in questi giorni!). Ai cittadini come  Carlotta vorrei dire: è solo un primo passo, ma sono contenta di non avervi deluso. Ho mantenuto la promessa fatta.

Qualche giorno fa, leggendo La Nazione, ho appreso che nel Consiglio Comunale del 28 febbario è  stato adottato il nuovo Piano Strutturale del Comune di Fiesole, che segnerà il futuro di Fiesole dal punto di vista urbanistico per i prossimi 15 anni: consumo di suolo zero, nessuna nuova edificazione.

Tecnicismi e “burocratichese” per molti, ma non per chi come me ha visto in quattro e quattr’otto letteralmente divorare dalle ruspe una collina sotto i propri occhi. E non mi trovavo in qualche paesino sperduto del Sud Italia, dove le cementificazioni sembrano essere di casa, ma in una ridente frazione del Comune di Fiesole, conosciuta come Il Girone.

Oggi è per me una giornata speciale e sento il bisogno di condividere con voi questi miei ricordi.


Sono tornata di casa (come si dice da noi) al Girone in Via S. Iacopo nel 1993. Li’ e’ nata e ha vissuto la sua infanzia mia figlia Eleonora. San Iacopo era un piccolo borgo di case, alcune delle quali presenti nei cabrei fiesolani fin dal XVII secolo, lungo la strada che corre parallela alla ferrovia lato collina (citato anche nel Repetti) . Via San Iacopo non era molto trafficata e pur priva di marciapiede era perfetta per le passeggiatine degli anziani del luogo e per i bambini, che sotto l’occhio vigile dei nonni appoggiati al muretto che la costeggiava, si ritrovavano, correvano e facevano le loro prime pedalate su tricicli e biciclette. La sera d’estate bastava scendere le scale di casa per incontrare i vicini e scambiare quattro chiacchiere davanti a una magnifica collina di olivi, siepi di rosmarino e piante di cappero. I campi erano abbandonati dal proprietario, ma ancora qualche albero da frutto produceva in quantità e nessuno diceva niente se qualcuno degli abitanti (vi ricordate la Nella?) si appropriava di un piccolo pezzo di terreno per coltivarci un po’ di prezzemolo, qualche pianta di pomodoro e due insalate. In cambio con la falce ripuliva dalle erbacce e i ragazzi potevano giocare anche nei campi.

Un giorno, era il 2007, sono entrati con le ruspe: hanno sradicato e bruciato tutti gli ulivi, hanno sventrato l’intera collina per cominciare a costruire ville e villette che avrebbero dovuto “ricucire lo strappo” (cosi’ mi sembra narrasse la relazione urbanistica allegata alla concessione)  fra i due gruppi di case che costituivano il borgo di San Iacopo. Lo “strappo” era quella collina, erano quei campi, era quel muro a secco che la conteneva, erano le piante di rosmarino e capperi.
Sotto i miei occhi per diversi anni sono sorti come funghi pilastri di cemento per sostenere edifici mastodontici e ravvicinati, del tutto estranei alla gentile e sobria architettura delle casette popolari del borgo. Abbiamo sofferto e abbiamo protestato (chi era con me se lo ricorderà bene). Chiedevamo incontri con l’Amministrazione per mettere in luce i problemi che l’intervento stava comportando agli abitanti, ma invece di trovare aiuto venivamo scherniti come nemici del “progresso”: ricordo ancora l’Assessore Cocchi (giunta del Sindaco Incatasciato e del Vicesindaco Gamannossi; mi piace fare nome e cognome, perché la memoria è breve e a volte… ritornano!), che ci descriveva l’urbanizzazione come un intervento di riqualificazione ambientale, che avrebbe dato maggior valore alla zona, sigh!


Oggi la collina non c’e’ più e al suo posto “giacciono” enormi case rosa (si’, intonacate color rosa!) mai finite e mai vendute (prezzi troppo alti per gente normale e case troppo brutte per i ricchi), circondate da rovi, materiali da costruzione abbandonati, vecchie recinzioni di cantiere arancioni strappate e cadute. La stessa fine ha fatto il campo fra la strada e la ferrovia che e’ servito per tutto questo tempo come area di cantiere, ma che avrebbe dovuto con le opere di urbanizzazione essere trasformato in un giardino (cosi’ dicevano). Delle opere di urbanizzazione utili per gli abitanti è stato realizzato solo un grande parcheggio: mi sono commossa quando ho visto che in quel parcheggio sotto la luce spettrale e accecante dei lampioni alcuni abitanti portavano nelle sere d’estate un vecchio tavolino di legno e qualche sedia per fare una partita a carte… e nelle aiuole spoglie del parcheggio, qualcuno ha piantato un oleando o qualche fiore, da annaffiare tutti i giorni portandosi la bottiglia d’acqua da casa (infatti era stato realizzato anche un impianto di irrigazione che mai è stato messo in funzione e gli alberi piantati molto piccoli stentano a crescere).
Nel cantiere si sono avvicendate varie imprese edili e poi da alcuni anni è stato abbandonato e forse oggi la concessione è scaduta.

Nel frattempo io sono scappata, perché, lo riconosco, non ce l’avrei mai fatta a restare lì per dodici lunghi anni a vedere quotidianamente avanzare degrado e desolazione, senza poter fare niente o a dar battaglia contro i mulini a vento.

A cosa è servito tutto questo? La zona non è riqualificata, bensì degradata e le case preesistenti non hanno certo guadagnato valore, anzi sicuramente il loro valore è diminuito (chi vorrebbe mai comprare casa in mezzo a un cantiere abbandonato?). Abbiamo indirettamente dato lavoro a maestranze edili che da fuori venivano a lavorare lì per qualche mese, consumando i pasti in qualche ristorante di zona, per poi tornarsene da dove sono venuti. Non mi è di consolazione.

Ho 60 anni e sono nata subito fuori dalle mura di una città toscana. Dalla finestra della stanza la vista spazia su un mare di colline fino al Monte Amiata, e subito sotto ci sono campi di olivi, orti familiari, pollai, alberi di melograno, prati per giocare. A destra chiusa nel perimetro delle mura compatta e omogenea per materiali, colori e strutture la città, che non avanza impudente, ma si ferma rispettosa, consapevole che da quei campi e da quelle colline trae beneficio e nutrimento. È lì’ che ho appreso cos’è la bellezza. Da tanti anni ho scelto Fiesole come dimora d’elezione, perche’ a Fiesole mi sento a casa, riconoscendoci le stesse caratteristiche.


E oggi saluto con gioia questo nuovo Piano strutturale e ringrazio l’Assessore Zetti, tutti i tecnici che ci hanno lavorato e i Consiglieri che lo hanno votato: hanno un po’ alleggerito il mio cuore, ancora memore di quello che ha visto. Anche se la “mia” ormai vive solo nei miei ricordi, tante altre colline del nostro splendido territorio saranno salvate dallo scempio.

I nostri paesaggi e le nostre cittadine portano su di sé tante ferite (penso a Fiesole, all’Area Garibaldi, all’Auditorium, all’area degli Ez Macelli oppure, sì, anche all’Ellera alla nuova viabilità e alle nuove edificazioni…) inferte da scelte politiche delle Amministrazioni a guida PD. Questa era la loro idea di sviluppo… Il verde, l’ambiente, il paesaggio, la nostra ricchezza, erano considerati strappi da ricucire.

Rimbocchiamoci le maniche, per cercare di rimarginare al meglio le ferite e soprattutto perché esse diventino il monumento dell’avvertimento che il nostro ambiente da tempo ci lancia, del grido che non è più possibile far tacere “MAI PIÙ”.

So che l’Assessore e molti di voi mi considereranno troppo sentimentale…. ma il mio cuore oggi vola alto nel cielo!

Carlotta Nerozzi
Fiesole

VIDEO / Ecco il Piano Strutturale

Conservazione del nostro territorio che è un patrimonio unico, con consumo di suolo zero e con riuso e recupero di edifici sottoutulizzati. Protezione del paesaggio e valorizzazione delle aree rurali, con il distretto biologico che diventa un elemento fondamentale. Ma anche riaffermazione della destinazione socio sanitaria dell’ex ospedale di Sant’Antonino, che deve tornare a essere una struttura a servizio dei cittadini fiesolani. Sono questi alcuni degli elementi del nuovo Piano strutturale, lo strumento urbanistico che disegna il futuro del nostro territorio per i prossimi anni e che abbiamo adottato lo scorso 28 febbraio, dopo un percorso che ha visto, ed è stata la prima volta, anche la possibilità per i cittadini di partecipare al processo di formazione del Piano stesso. Un bel risultato, che rivendichiamo orgogliosamente e che darà un’impronta precisa a Fiesole per il prossimo futuro. Qui lo presenta l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti, che ci lavorato insieme a Luca Nespolo e all’Ufficio urbanistica e con il gruppo di progettazione coordinato dall’architetto Gianfranco Gorelli.

Adottato il Piano Strutturale

Il Consiglio Comunale di Fiesole ha adottato oggi pomeriggio, 28 febbraio, il nuovo Piano Strutturale che contiene i principi guida per il governo del territorio comunale. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli dei consiglieri di Cittadini per Fiesole, il voto contrario del Pd e l’astensione del Gruppo Misto. Il nuovo strumento urbanistico, che sostituisce il Piano Strutturale approvato venti anni fa, è stato progettato con il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni, garantendo la partecipazione della collettività nelle scelte urbanistiche. “L’Amministrazione ha svolto un percorso di partecipazione dedicato esplicitamente a raccogliere sollecitazioni, proposte, rilievi di criticità” – afferma l’assessore al territorio, Iacopo Zetti – “ben sapendo che la città la fanno prima di tutto gli abitanti attraverso le proprie necessità e modalità di uso quotidiano, piuttosto che gli uffici deputati alla pianificazione urbanistica ed i progettisti, ancorché entrambi assolutamente necessari alla buona gestione del territorio”.

L’Assessore al Territorio Iacopo Zetti

Il primo punto caratterizzante il Piano Strutturale è la prosecuzione dell’azione di conservazione e valorizzazione di un territorio che ha ampi valori patrimoniali, limitando il consumo di nuovo suolo a soli interventi di carattere pubblico, ed incentivando il riuso del patrimonio edificato, con una particolare attenzione ai contenitori per i servizi di utilità collettiva. Il piano raccoglie poi la sfida di favorire e incentivare le dinamiche positive già in atto nel territorio, come il turismo diffuso, il sostegno alle attività agricole professionali e amatoriali, la valorizzazione della rete delle istituzioni culturali di alto livello e lo sviluppo delle attività produttive esistenti, mediante adeguamenti che forniscano garanzia di qualità architettonica e paesaggistica.

La valorizzazione delle aree rurali e quindi la protezione del paesaggio, si coniuga con azioni che favoriscono le attività produttive dentro un “patto” collettivo di cura del territorio che vede il distretto biologico come uno degli elementi che entrano nelle strategie del piano con grande rilevanza.

Iacopo Nespolo, responsabile Dipartimento Urbanistica

Accanto alle azioni di sostegno alle realtà esistenti si collocano nuove strategie come l’implementazione della mobilità alternativa, soprattutto lungo la valle dell’Arno e le politiche dell’abitare, con iniziative sociali utili a rispondere alla domanda crescente di accesso alla casa, tese alla soddisfazione di un diritto fondamentale delle cittadine e dei cittadini.

Il Piano Strutturale si rivolge ai cittadini sapendo che il futuro del territorio non può che essere visto con fiducia ed ottimismo fino a quando questa collettività se ne prenderà cura, come questo percorso di costruzione del Piano Strutturale ha dimostrato di sapere e volere fare.

Chi ne volesse sapere di più, può guardare il video dove l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti illustra il Piano.

Il 7 alla Stazione: il primo viaggio

Il 7 torna alla Stazione di Santa Maria Novella

Da oggi la linea 7 Ataf ritorna a collegare Fiesole con la Stazione di Santa Maria Novella e quindi con la rete della tramvia di Firenze. Un risultato importante per cui mi sono impegnata a fondo. Stamani ho sperimentato la novità insieme ad alcuni assessori e consiglieri comunali. Nel video, vi faccio vedere qual è il nuovo percorso.

Il 7 torna alla Stazione

Ci siamo: la linea 7 Ataf torna ad avere il capolinea alla stazione di Santa Maria Novella. La novità sarà immediatamente operativa non appena entrerà in funzione la linea 2 della tramvia fiorentina, circostanza annunciata per l’11 febbraio. L’autobus 7 tornerà così a collegare Fiesole con la stazione principale di Firenze. Un bel risultato per cui la nostra Amministrazione si è adoperata con tutte le forze, portando avanti le nostre ragioni all’interno del tavolo tecnico cheriunisce Regione, Città Metropolitana e i Comuni dell’area metropolitana serviti da Ataf. Grande è la mia personale soddisfazione per questo successo importante per tutti i cittadini, ma anche per il turismo e per i tanti enti culturali che hanno sede da noi, come l’Istituto Universitario Europeo o la Scuola di Musica di Fiesole. Il capolinea del 7 alla stazione sarà in Largo Alinari (in fondo a via Nazionale). 

La modifica impone un riassetto del percorso:
DA FIESOLE ALLA STAZIONE: fino a piazza San Marco resta invariato l’attuale itinerario. Il 7 poi entra in via degli Arazzieri, prosegue in via XXVII Aprile, piazza Indipendenza, via Nazionale fino al capolinea in Largo Alinari.
DALLA STAZIONE A FIESOLE: Largo Alinari, piazza della Stazione, via Valfonda, viale Filippo Strozzi, viale Spartaco Lavagnini, piazza della Libertà (lato Arco dei Lorena), viale Don Minzoni. Da viale Don Minzoni percorso inalterato. ATTENZIONE: in direzione Fiesole sono soppresse le fermate piazza San Marco, La Pira, Venezia (via La Marmora), Libertà (lato Poste sotto i portici).

OGI, il futuro è salvo

Il futuro dell’OGI, l’Orchestra giovanile italiana che fa capo alla scuola di Musica di Fiesole, è salvo. Ho appena ricevuto la telefonata dall’estero del Ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli che mi ha rassicurato e confermato il sostegno per questa che ha riconosciuto lui stesso come eccellenza non solo fiesolana, ma italiana e internazionale. Bonisoli mi ha poi invitato a far presentare alla Scuola di Musica un progetto biennale 2019-2020 per l’Orchestra giovanile, un progetto che la traghetti al successivo triennio 2021-2023 quando potrà accedere al rinnovato FUS, Fondo unico per lo spettacolo. Esprimo la mia soddisfazione di Sindaco e Presidente della Scuola, insieme al Soprintendente Lorenzo Cinatti e al Direttore artistico Alain Menieur, con i quali avevamo espresso forte preoccupazione per la paventata mancanza di sostegno. L’attività di questa eccellenza che è l’OGI è  invece assicurata. Il lavoro di squadra di questi giorni è stato premiato e ha fatto sì che in breve tempo ricevessimo le rassicurazioni necessarie di persona da parte del Ministro. E di questo sono particolarmente orgogliosa, a testimonianza che il lavoro da Sindaco e Presidente della Scuola di Musica di Fiesole – portato avanti insieme a tutti i responsabili della scuola stessa – è proficuo e sta ottenendo buoni risultati.

Auditorium: la volta buona?

La pubblicazione del bando è ormai imminente, entro la fine dell’anno. E segna, così, un passo importante, forse decisivo verso la fine di un’odissea che si trascina da tanto, troppo tempo: quella dell’Auditorium di piazza del Mercato. Una struttura voluta e costruita dalle precedenti amministrazioni, la cui vicenda risale almeno a quindici anni fa, quando fu posta la prima pietra. Con il bando che il Comune presenterà a giorni (quello dello scorso anno, pubblicato per un periodo molto breve, era andato deserto), si andrà a individuare il soggetto che finalmente si occuperà del completamento e della valorizzazione della struttura.
In pratica, chi si aggiudicherà la concessione, potrà gestire l’Auditorium, dopo averlo completato curandone allestimento e arredi adatti alla funzione specifica cui lo destinerà. Punto fermo: la destinazione dell’edificio dev’essere culturale. Si tratta della cosiddetta “concessione di valorizzazione”, ovvero una forma di collaborazione fra pubblico e privato per lo sviluppo del patrimonio pubblico: si assegna a soggetti privati il diritto di utilizzare a fini economici pr un certo periodo immobili pubblici, a patto che il privato li riqualifichi. Nel caso dell’Auditorium, il vincitore avrà a disposizione per il completamento delle opere un fondo di 1,1 milioni provenienti da finanziamenti regionali vincolati ad attività culturali.
Abbiamo, insomma, messo a punto una strategia per uscire dall’impasse di un progetto che, va detto, nel 2004 è nato sbagliato per dimensioni, tipologia e modalità di esecuzione rispetto alla realtà locale. Come spiega l’assessore all’Urbanistica, Iacopo Zetti, “Uno studio dell’Università di Firenze ha evidenziato tutte le problematiche della gestione della struttura e da tale situazione siamo ripartiti per costruire un bando che permettesse al vincitore di poter gestire in equilibrio la struttura, con un budget iniziale a disposizione che gli permetterà di completare l’opera secondo un progetto di gestione. Questo è particolarmente importante per far sì che in un prossimo futuro la struttura sia un polo di attività e non l’ennesimo debito da assumere da una collettività locale già duramente colpita da politiche di investimento sbagliate”. Sottolinea Barbara Casalini, assessore alla Cultura: “L’obiettivo che mi sono sempre posta, lavorando a questo complesso problema, è che l’Auditorium possa diventare, a prescindere dalla specifica destinazione cui si rivolgerà in termini prevalenti, un punto di riferimento nella vita e nel tessuto sociale di Fiesole. Le potenzialità di questo spazio, infatti, sono in grado di poter ospitare non solo manifestazioni delle prestigiose istituzioni culturali internazionali che ruotano intorno alla nostra città, ma anche di farne un luogo familiare e apprezzato nella vita e nelle varie attività associative dei fiesolani”.
Chi si aggiudicherà la concessione potrà gestire Auditorium e bar per un periodo che va da un minimo di sei a un massimo di cinquant’anni. L’edificio si sviluppa su cinque livelli, dall’ingresso/foyer, con sala espositiva, fino al bar e alla terrazza panoramica sul tetto. La sala è composta di platea e galleria. I posti per gli spettatori sono 316. Le offerte potranno essere presentate fino al 20 giugno. La valutazione comincerà il primo luglio. Sarà quindi la prossima Amministrazione a scegliere chi sarà il vincitore.