VIDEO / Ecco il Piano Strutturale

Conservazione del nostro territorio che è un patrimonio unico, con consumo di suolo zero e con riuso e recupero di edifici sottoutulizzati. Protezione del paesaggio e valorizzazione delle aree rurali, con il distretto biologico che diventa un elemento fondamentale. Ma anche riaffermazione della destinazione socio sanitaria dell’ex ospedale di Sant’Antonino, che deve tornare a essere una struttura a servizio dei cittadini fiesolani. Sono questi alcuni degli elementi del nuovo Piano strutturale, lo strumento urbanistico che disegna il futuro del nostro territorio per i prossimi anni e che abbiamo adottato lo scorso 28 febbraio, dopo un percorso che ha visto, ed è stata la prima volta, anche la possibilità per i cittadini di partecipare al processo di formazione del Piano stesso. Un bel risultato, che rivendichiamo orgogliosamente e che darà un’impronta precisa a Fiesole per il prossimo futuro. Qui lo presenta l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti, che ci lavorato insieme a Luca Nespolo e all’Ufficio urbanistica e con il gruppo di progettazione coordinato dall’architetto Gianfranco Gorelli.

Adottato il Piano Strutturale

Il Consiglio Comunale di Fiesole ha adottato oggi pomeriggio, 28 febbraio, il nuovo Piano Strutturale che contiene i principi guida per il governo del territorio comunale. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli dei consiglieri di Cittadini per Fiesole, il voto contrario del Pd e l’astensione del Gruppo Misto. Il nuovo strumento urbanistico, che sostituisce il Piano Strutturale approvato venti anni fa, è stato progettato con il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni, garantendo la partecipazione della collettività nelle scelte urbanistiche. “L’Amministrazione ha svolto un percorso di partecipazione dedicato esplicitamente a raccogliere sollecitazioni, proposte, rilievi di criticità” – afferma l’assessore al territorio, Iacopo Zetti – “ben sapendo che la città la fanno prima di tutto gli abitanti attraverso le proprie necessità e modalità di uso quotidiano, piuttosto che gli uffici deputati alla pianificazione urbanistica ed i progettisti, ancorché entrambi assolutamente necessari alla buona gestione del territorio”.

L’Assessore al Territorio Iacopo Zetti

Il primo punto caratterizzante il Piano Strutturale è la prosecuzione dell’azione di conservazione e valorizzazione di un territorio che ha ampi valori patrimoniali, limitando il consumo di nuovo suolo a soli interventi di carattere pubblico, ed incentivando il riuso del patrimonio edificato, con una particolare attenzione ai contenitori per i servizi di utilità collettiva. Il piano raccoglie poi la sfida di favorire e incentivare le dinamiche positive già in atto nel territorio, come il turismo diffuso, il sostegno alle attività agricole professionali e amatoriali, la valorizzazione della rete delle istituzioni culturali di alto livello e lo sviluppo delle attività produttive esistenti, mediante adeguamenti che forniscano garanzia di qualità architettonica e paesaggistica.

La valorizzazione delle aree rurali e quindi la protezione del paesaggio, si coniuga con azioni che favoriscono le attività produttive dentro un “patto” collettivo di cura del territorio che vede il distretto biologico come uno degli elementi che entrano nelle strategie del piano con grande rilevanza.

Iacopo Nespolo, responsabile Dipartimento Urbanistica

Accanto alle azioni di sostegno alle realtà esistenti si collocano nuove strategie come l’implementazione della mobilità alternativa, soprattutto lungo la valle dell’Arno e le politiche dell’abitare, con iniziative sociali utili a rispondere alla domanda crescente di accesso alla casa, tese alla soddisfazione di un diritto fondamentale delle cittadine e dei cittadini.

Il Piano Strutturale si rivolge ai cittadini sapendo che il futuro del territorio non può che essere visto con fiducia ed ottimismo fino a quando questa collettività se ne prenderà cura, come questo percorso di costruzione del Piano Strutturale ha dimostrato di sapere e volere fare.

Chi ne volesse sapere di più, può guardare il video dove l’Assessore al Territorio Iacopo Zetti illustra il Piano.

Il 7 alla Stazione: il primo viaggio

Il 7 torna alla Stazione di Santa Maria Novella

Da oggi la linea 7 Ataf ritorna a collegare Fiesole con la Stazione di Santa Maria Novella e quindi con la rete della tramvia di Firenze. Un risultato importante per cui mi sono impegnata a fondo. Stamani ho sperimentato la novità insieme ad alcuni assessori e consiglieri comunali. Nel video, vi faccio vedere qual è il nuovo percorso.

Il 7 torna alla Stazione

Ci siamo: la linea 7 Ataf torna ad avere il capolinea alla stazione di Santa Maria Novella. La novità sarà immediatamente operativa non appena entrerà in funzione la linea 2 della tramvia fiorentina, circostanza annunciata per l’11 febbraio. L’autobus 7 tornerà così a collegare Fiesole con la stazione principale di Firenze. Un bel risultato per cui la nostra Amministrazione si è adoperata con tutte le forze, portando avanti le nostre ragioni all’interno del tavolo tecnico cheriunisce Regione, Città Metropolitana e i Comuni dell’area metropolitana serviti da Ataf. Grande è la mia personale soddisfazione per questo successo importante per tutti i cittadini, ma anche per il turismo e per i tanti enti culturali che hanno sede da noi, come l’Istituto Universitario Europeo o la Scuola di Musica di Fiesole. Il capolinea del 7 alla stazione sarà in Largo Alinari (in fondo a via Nazionale). 

La modifica impone un riassetto del percorso:
DA FIESOLE ALLA STAZIONE: fino a piazza San Marco resta invariato l’attuale itinerario. Il 7 poi entra in via degli Arazzieri, prosegue in via XXVII Aprile, piazza Indipendenza, via Nazionale fino al capolinea in Largo Alinari.
DALLA STAZIONE A FIESOLE: Largo Alinari, piazza della Stazione, via Valfonda, viale Filippo Strozzi, viale Spartaco Lavagnini, piazza della Libertà (lato Arco dei Lorena), viale Don Minzoni. Da viale Don Minzoni percorso inalterato. ATTENZIONE: in direzione Fiesole sono soppresse le fermate piazza San Marco, La Pira, Venezia (via La Marmora), Libertà (lato Poste sotto i portici).

OGI, il futuro è salvo

Il futuro dell’OGI, l’Orchestra giovanile italiana che fa capo alla scuola di Musica di Fiesole, è salvo. Ho appena ricevuto la telefonata dall’estero del Ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli che mi ha rassicurato e confermato il sostegno per questa che ha riconosciuto lui stesso come eccellenza non solo fiesolana, ma italiana e internazionale. Bonisoli mi ha poi invitato a far presentare alla Scuola di Musica un progetto biennale 2019-2020 per l’Orchestra giovanile, un progetto che la traghetti al successivo triennio 2021-2023 quando potrà accedere al rinnovato FUS, Fondo unico per lo spettacolo. Esprimo la mia soddisfazione di Sindaco e Presidente della Scuola, insieme al Soprintendente Lorenzo Cinatti e al Direttore artistico Alain Menieur, con i quali avevamo espresso forte preoccupazione per la paventata mancanza di sostegno. L’attività di questa eccellenza che è l’OGI è  invece assicurata. Il lavoro di squadra di questi giorni è stato premiato e ha fatto sì che in breve tempo ricevessimo le rassicurazioni necessarie di persona da parte del Ministro. E di questo sono particolarmente orgogliosa, a testimonianza che il lavoro da Sindaco e Presidente della Scuola di Musica di Fiesole – portato avanti insieme a tutti i responsabili della scuola stessa – è proficuo e sta ottenendo buoni risultati.

Auditorium: la volta buona?

La pubblicazione del bando è ormai imminente, entro la fine dell’anno. E segna, così, un passo importante, forse decisivo verso la fine di un’odissea che si trascina da tanto, troppo tempo: quella dell’Auditorium di piazza del Mercato. Una struttura voluta e costruita dalle precedenti amministrazioni, la cui vicenda risale almeno a quindici anni fa, quando fu posta la prima pietra. Con il bando che il Comune presenterà a giorni (quello dello scorso anno, pubblicato per un periodo molto breve, era andato deserto), si andrà a individuare il soggetto che finalmente si occuperà del completamento e della valorizzazione della struttura.
In pratica, chi si aggiudicherà la concessione, potrà gestire l’Auditorium, dopo averlo completato curandone allestimento e arredi adatti alla funzione specifica cui lo destinerà. Punto fermo: la destinazione dell’edificio dev’essere culturale. Si tratta della cosiddetta “concessione di valorizzazione”, ovvero una forma di collaborazione fra pubblico e privato per lo sviluppo del patrimonio pubblico: si assegna a soggetti privati il diritto di utilizzare a fini economici pr un certo periodo immobili pubblici, a patto che il privato li riqualifichi. Nel caso dell’Auditorium, il vincitore avrà a disposizione per il completamento delle opere un fondo di 1,1 milioni provenienti da finanziamenti regionali vincolati ad attività culturali.
Abbiamo, insomma, messo a punto una strategia per uscire dall’impasse di un progetto che, va detto, nel 2004 è nato sbagliato per dimensioni, tipologia e modalità di esecuzione rispetto alla realtà locale. Come spiega l’assessore all’Urbanistica, Iacopo Zetti, “Uno studio dell’Università di Firenze ha evidenziato tutte le problematiche della gestione della struttura e da tale situazione siamo ripartiti per costruire un bando che permettesse al vincitore di poter gestire in equilibrio la struttura, con un budget iniziale a disposizione che gli permetterà di completare l’opera secondo un progetto di gestione. Questo è particolarmente importante per far sì che in un prossimo futuro la struttura sia un polo di attività e non l’ennesimo debito da assumere da una collettività locale già duramente colpita da politiche di investimento sbagliate”. Sottolinea Barbara Casalini, assessore alla Cultura: “L’obiettivo che mi sono sempre posta, lavorando a questo complesso problema, è che l’Auditorium possa diventare, a prescindere dalla specifica destinazione cui si rivolgerà in termini prevalenti, un punto di riferimento nella vita e nel tessuto sociale di Fiesole. Le potenzialità di questo spazio, infatti, sono in grado di poter ospitare non solo manifestazioni delle prestigiose istituzioni culturali internazionali che ruotano intorno alla nostra città, ma anche di farne un luogo familiare e apprezzato nella vita e nelle varie attività associative dei fiesolani”.
Chi si aggiudicherà la concessione potrà gestire Auditorium e bar per un periodo che va da un minimo di sei a un massimo di cinquant’anni. L’edificio si sviluppa su cinque livelli, dall’ingresso/foyer, con sala espositiva, fino al bar e alla terrazza panoramica sul tetto. La sala è composta di platea e galleria. I posti per gli spettatori sono 316. Le offerte potranno essere presentate fino al 20 giugno. La valutazione comincerà il primo luglio. Sarà quindi la prossima Amministrazione a scegliere chi sarà il vincitore.