Rifiuti, porta a porta in arrivo

Sono in arrivo importanti novità in tema di rifiuti per tutto il comune di Fiesole. Dal prossimo giugno il servizio di raccolta porta a porta sarà infatti esteso a tutto il territorio comunale. E qualche correzione si avrà anche nel capoluogo e a Caldine dove questo sistema di raccolta è già da tempo attivo. Quello del porta a porta è il sistema che stanno scegliendo sempre più Comuni dell’ATO Toscana Centro (Ambito Territoriale Ottimale, ovvero  l’autorità che riunisce i Comuni delle Province di Firenze, Prato e Pistoia per il servizio di gestione dei rifiuti), dove opera il nostro gestore Alia. Il sistema è ad esempio entrato recentemente in funzione nei Comuni limitrofi, come nel Mugello, circostanza che ha portato a una migrazione dei rifiuti verso i nostri cassonetti e ad abbandoni sempre più frequenti nel nostro Comune. Situazioni concomitanti che ci hanno portato a puntare sul sistema del porta a porta in un quadro più ampio di una visione ambientale in cui come sindaco e come Cittadini per Fiesole siamo impegnati per il nostro territorio. Lo so: la novità richiede un cambiamento di abitudini e può non essere facile all’inizio. Ma è statisticamente provato che laddove è in funzione il sistema porta a porta la raccolta differenziata aumenta: i cassonetti sono infatti considerati una sorta di “buco nero” dove basta che qualcuno getti rifiuti sbagliati per vanificare il buon lavoro di tanti.

Il nuovo sistema fiesolano sarà articolato secondo un calendario che si svilupperà su sei giorni di raccolta, sabato compreso. Tre volte alla settimana per l’organico, una volta alla settimana per il multimateriale, una volta alla settimana per la carta, una volta alla settimana per il residuo indifferenziato. Per i pannolini e pannoloni verranno distribuiti dei sacchi di colore arancione: Alia fisserà individualmente con i cittadini i giorni in cui passerà a ritirarli, tre giorni la settimana.

Stiamo lavorando per realizzare un’isola ecologica al cantiere comunale di via del Calandrino. Nell’attesa, in tutti i mercati (lunedì a Caldine, martedì a Compiobbi, giovedì a Pian del Mugnone, venerdì al Girone e sabato a Fiesole) i cittadini potranno trovare l’Ecofurgone di Alia dove potranno portare piccoli rifiuti, piccoli elettrodomestici, batterie.

Per spiegare al meglio le novità abbiamo messo in calendario una serie di assemblee. Sono tanti incontri, undici, in ogni frazione, due incontri la settimana per un mese: uno sforzo comunicativo che nessun altro Comune ha messo in piedi. Saranno presenti tecnici comunali e responsabili di Alia per i dettagli tecnici. E sarò presente pure io personalmente, insieme all’Assessore al Territorio Iacopo Zetti, per rispondere ai vostri dubbi e questioni. Il calendario lo trovate qui sotto, con tutti gli appuntamenti cui vi invito a essere presenti.

Seguiranno tre mesi in cui verranno distribuiti casa per casa i kit per la raccolta differenziata, con i cestini e i mastelli per i vari tipi di rifiuto. Qualora ci fossero cittadini assenti quando passano gli addetti, saranno fornite istruzioni su dove andare a ritirare questi materiali. Il primo lunedì del mese c’è poi in Comune a Fiesole il servizio Alia Point per richiedere informazioni. E ancora: come Cittadini per Fiesole abbiamo l’intenzione di costituire un Osservatorio sui rifiuti, un tavolo fra tecnici e cittadini di tutte le frazioni: uno strumento che svolga un monitoraggio costante sulle effettive modalità di raccolta, segnalando le problematiche che emergeranno e proponendo aggiustamenti. Ma che serva anche a promuovere e valorizzare le buone pratiche presenti sul nostro territorio nel campo dei rifiuti. 

L’ambiente in cui viviamo è un bene prezioso, di cui ciascuno di noi è responsabile. Migliore è la qualità della raccolta differenziata, maggiore è il riuso e il riciclo dei materiali, minore è la pressione che esercitiamo sull’ambiente che ci circonda. Produrre meno rifiuti – arrivare ai “rifiuti zero” – è un obiettivo su cui la nostra Amministrazione crede fermamente, convinti come siamo che la qualità di un ambiente unico come quello del territorio fiesolano sia il nostro più grande valore. E su questo vogliamo puntare per la Fiesole che vogliamo domani.

Ambulatori Misericordia: precisazioni a La Nazione

L’articolo che trovate oggi su “La Nazione” cronaca di Fiesole ha un titolo (“Ambulatori, tira e molla”) che mi ha fatto subito arrabbiare, perché non riporta assolutamente la mia posizione, anche se è virgolettato,
Ho, quindi, scritto al Direttore, al Caporedattore e al Capocronista della Nazione, la mail che qui copio, perchè vorrei far capire a tutti quale è la mia posizione.

Gentilissimi, 

scrivo dopo aver contato non fino a 10, ma forse fino a 100 e dopo aver riflettuto bene, su quanto ho letto stamani sul Vostro giornale (ma permettetemi di chiamarlo “nostro” perchè, come diceva un mio vecchio carissimo amico, ora deceduto, già Vostro cronista, per Firenze la Nazione è “il giornale” per tutti, da qualunque parte politica si possa essere).

Sono rimasta molto amareggiata (per la verità, chi mi ha visto mentre leggevo ha notato un vero senso di “stizza” sulla mia faccia) nel leggere il sottotitolo, per di più virgolettato, dell’articolo del giornale di oggi che riguarda Fiesole. 

Parto dal titolo “Ambulatori, tira e molla” dicendo che, per la verità, non rispetta quello che sta succedendo, perchè non c’è nessun tira e molla sugli ambulatori fiesolani, in quanto io ho espresso una posizione sul Distretto Socio Sanitario che dovrà sorgere al Sant’Antonino, mentre il candidato Sindaco del PD ha parlato degli ambulatori della Misericordia, che sono due cose ben diverse.

Arrivo poi al sottotitolo che è quello che veramente mi ha fatto arrabbiare. “L’Asl non dovrebbe investire alla Misericordia”. E questo, permettetemi, non lo accetto, perchè io non ho mai detto questa frase. 
Ho detto, come giustamente è scritto all’interno dell’articolo “Non posso essere contraria ad un progetto che non è ancora arrivato in Comune e che non ho ancora visto”, mentre ho ribadito che gli accordi con la ASL sono esclusivamente sull’ex Ospedale Sant’Antonino, dove abbiamo concordato, in caso di vendita, un Distretto Sociosanitario fiesolano di 500 mq. 
Non mi permetterei mai di parlare del progetto che può o non può presentare un privato, anche se un privato molto particolare come la Misericordia, con cui ho e abbiamo come Amministrazione, un ottimo rapporto di collaborazione e condivisione di molti progetti.

Purtroppo, non è la prima volta che il titolo non rispetta quanto detto nell’articolo e il Direttore Carrassi lo sa bene perchè in un’altra occasione lo chiamai molto arrabbiata, facendogli notare che il titolo era fuorviante per i lettori e non rispettava quanto diceva l’articolo. In tanti altri casi non ho neppure chiamato, e ho accettato, anche se con molta amarezza. Ricordiamoci che, purtroppo, la maggior parte dei lettori guarda velocemente il giornale, spesso al bar, e legge, quindi, solo i titoli.
Le volta precedente, decisi di non fare niente e solo in un caso mi limitai a parlare con il Direttore. Ma, in un momento particolare come questo, in cui la campagna elettorale è già avviata e in cui le parole vanno calibrate ad una ad una, permettetemi, ma non ci sto. Divulgherò questa lettera che vi ho inviato per tutelarmi e tutelare la mia campagna elettorale e le posizioni della Lista Cittadini per Fiesole che mi sostiene.

Cordialmente.
Anna Ravoni

Sant’Antonino: la nostra posizione

È grazie alla risposta ad un’interrogazione del Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, che siamo venuti a conoscenza dell’importo della nuova valutazione di stima formulata dall’Agenzia delle Entrate per l’ex Ospedale Sant’Antonino di Fiesole. 
Questo immobile, il cui valore era di 7.100,000,00 è ora stato valutato in 3.490.000,00, che era il valore che più o meno circolava da qualche tempo e, obiettivamente il suo valore commerciale. 
Ovviamente, questo è il valore corretto per il mantenimento della destinazione socio-sanitaria, come noi, Cittadini per Fiesole, abbiamo sempre ribadito debba rimanere.
Infatti, anche negli incontri con la ASL, che ricordo è il proprietario dell’immobile, abbiamo sempre detto che la destinazione è quella e non può essere altra.
È questo che i fiesolani vogliono ed è questo che io e tutta la mia Amministrazione abbiamo con forza portato avanti.
Questa posizione, discussa in varie occasioni con i vertici della ASL, della Regione e con i vari possibili investitori, è stata anche condivisa in una Assemblea pubblica convocata dallo SPI – CGIL alla Casa del Popolo di Fiesole, a cui ha partecipato il Direttore Generale ASL insieme al mio ex Assessore al sociale e alla sottoscritta.
Anche in recentissimi incontri con la Dirigenza della ASL, le posizioni sono state chiare: destinazione socio sanitaria (RSA, cure intermedie, condomini protetti, cohousing sociale, ecc.) oltre a 500 mq.da destinare a Distretto Socio Sanitario che a Fiesole ormai manca da troppo tempo e di cui Fiesole ha bisogno. 
Inoltre, visto che l’immobile è sempre stato patrimonio di Fiesole, abbiamo anche condiviso che una parte dell’introito che deriverà dalla vendita, dovrà essere investito su immobili di proprietà della ASL sul territorio comunale, come gli ambulatori di Compiobbi, che vanno interamente ristrutturati e l’immobile di Camerata, che pur essendo sul territorio di Firenze, da sempre i fiesolani lo considerano un bene della comunità. 
A questo punto, subito il bando per la vendita!
Per evitare che si lasci spazio a manovre speculative.

OGI, il futuro è salvo

Il futuro dell’OGI, l’Orchestra giovanile italiana che fa capo alla scuola di Musica di Fiesole, è salvo. Ho appena ricevuto la telefonata dall’estero del Ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli che mi ha rassicurato e confermato il sostegno per questa che ha riconosciuto lui stesso come eccellenza non solo fiesolana, ma italiana e internazionale. Bonisoli mi ha poi invitato a far presentare alla Scuola di Musica un progetto biennale 2019-2020 per l’Orchestra giovanile, un progetto che la traghetti al successivo triennio 2021-2023 quando potrà accedere al rinnovato FUS, Fondo unico per lo spettacolo. Esprimo la mia soddisfazione di Sindaco e Presidente della Scuola, insieme al Soprintendente Lorenzo Cinatti e al Direttore artistico Alain Menieur, con i quali avevamo espresso forte preoccupazione per la paventata mancanza di sostegno. L’attività di questa eccellenza che è l’OGI è  invece assicurata. Il lavoro di squadra di questi giorni è stato premiato e ha fatto sì che in breve tempo ricevessimo le rassicurazioni necessarie di persona da parte del Ministro. E di questo sono particolarmente orgogliosa, a testimonianza che il lavoro da Sindaco e Presidente della Scuola di Musica di Fiesole – portato avanti insieme a tutti i responsabili della scuola stessa – è proficuo e sta ottenendo buoni risultati.

Musica, no ai tagli all’OGI!

Proprio mentre era in corso il Concerto di Capodanno dell’Orchestra Giovanile Italiana (OGI) della Scuola di Musica di Fiesole, quest’anno diretto dal Maestro Daniele Gatti, è stato dato l’annuncio a tutti: il MiBACT ha tagliato i fondi al Progetto Speciale che sostiene la formazione e la vita stessa dell’OGI, un’eccellenza nel mondo della formazione dei musicisti fondata nel 1984 da Piero Farulli. Un mancato finanziamento di circa 200mila euro che metterà a serio rischio il rispetto del programma di studio già comunicato agli allievi.
Da Presidente della Scuola e insieme al Sovrintendente Lorenzo Cinatti e al Direttore Artistico Alain Menieur, esprimo grande preoccupazione per questo taglio e per le sue possibili conseguenze. 
Ci auguriamo, quindi, che ci sia lo spazio per un ripensamento su questo incredibile provvedimento e stiamo già attivamente lavorando per far capire al Ministero l’importanza di questo presidio educativo e l’elevato valore artistico e culturale che rappresenta e che, oggi più che mai, necessita del sostegno di tutte le Istituzioni.

Non strozzate il volontariato!

Lascia francamente allibiti la decisione del Governo di inserire nella manovra finanziaria un raddoppio della tassazione Ires per il terzo settore, ovvero il mondo del volontariato. Un passaggio dell’aliquota dal 12% attuale al 24% che equipara associazioni di volontariato, enti no profit e caritatevoli ad aziende con fini di lucro. Una norma iniqua e miope che rischia di mettere in ginocchio un mondo, quello del volontariato, di cui anche il territorio fiesolano è particolarmente ricco, in tantissimi settori, da quello socio-sanitario ed assistenziale a quello caritativo. Le ultime notizie, proprio di queste ore, parlano di un possibile dietro front dell’esecutivo, già dai primi giorni del prossimo anno. Speriamo che sia così. Da parte mia non posso che esprimere la vicinanza e il mio grazie alle tante associazioni che operano sul nostro territorio, supplendo in tanti campi – da veri cittadini attivi – a quello che lo Stato e gli enti locali, da soli, non riescono a fare.

Cittadini adulti

Oggi abbiamo consegnato una copia della Costituzione ai diciottenni del Comune di Fiesole. È stato un bel momento nella Sala del Basolato, un’occasione di festa per segnare l’ingresso nella comunità dei cittadini adulti e responsabili di questi ragazzi che in questo modo abbiamo voluto celebrare. Non è stata una data casuale: proprio il 27 dicembre del 1947 fu promulgata la nostra Carta fondamentale. Ai ragazzi ho detto di sentire il Comune come la loro casa, l’istituzione che deve e vuole dare loro risposte.

A parlare ai diciottenni di Costituzione è stato Valdo Spini, docente universitario, già deputato per più legislature. Spini ha sottolineato la bellezza del nostro testo costituzionale e ha invitato i giovani alla partecipazione nella vita politica: “Voi e solo voi potete portare nella cosa pubblica la vostra sensibilità e far sì che le promesse contenute nella Costituzione si realizzino”, ha detto. Al momento della consegna sono intervenuti con me gli assessori Barbara Casalini, Salvatore Suriano e Alessandra Nencioni. E i consiglieri Stefania Mattioli, Maria Donata Spadolini (Cittadini per Fiesole) e Andrea Cammelli (Pd).

Prima del momento solenne ma anche informale della consegna della Costituzione ai ragazzi, la serata è stata l’occasione per la presentazione del volume “I combattenti e le guerre del ‘900: documenti, luoghi e monumenti nella memoria” a cura di Maura Borgioli con l’archivio dell’Associazione nazionale combattenti e reduci di Fiesole. Si tratta del decimo dei Quaderni d’archivio, con i contributi di Gabriela Todros, Roberto Mancini, Ines Romitti, la stessa Maura Borgioli e Lucia Nadetti.


Ecco di seguito il discorso integrale pronunciato da Valdo Spini ai diciottenni fiesolani

Sono molto onorato dell’invito che mi ha rivolto il Sindaco del Comune di Fiesole, Anna Ravoni, a prendere la parola in questa significativa cerimonia. 

Compiendo diciotto anni si assumono i diritti civili e politici. Si consegue il diritto di voto per la Camera dei deputati, le Regioni, i Comuni, il Parlamento Europeo. Nel maggio prossimo comincerete già a votare per il Comune e per il Parlamento Europeo. Solo per il Senato bisogna ancora aspettare i 25 anni.

Voto per chi o per che cosa? In quale comunità si entra? Ce lo dicono gli articoli della legge fondamentale della nostra Repubblica, la Costituzione, a cui tutte le altre leggi devono uniformarsi, pena la bocciatura da parte della Corte Costituzionale, uno degli organi previsti dalla Costituzione stessa.

Se vogliamo riferirci agli avvenimenti di attualità, alle riunioni della Camera dei Deputati di questi giorni, la Costituzione fissa i poteri e le modalità con cui veniamo chiamati a contribuire con tasse e imposte alle spese comuni, e quali saranno queste spese comuni, dalle strade alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, ai corpi di polizia preposti alla nostra sicurezza, alle provvidenze sociali (il welfare state) e così via. Ma su questo magari torneremo dopo.

Le costituzioni sono spesso frutto di rivoluzioni o di cambiamenti politici. Pensiamo alla Costituzione degli Stati Uniti preceduta dalla Dichiarazione di Indipendenza di quel paese.

Nel 1922-1924 aveva preso il potere in Italia il fascismo, che aboliva tutte le libertà di stampa e di associazione politica e sindacale e instaurava un vero e proprio regime. Alleato al nazismo di un altro dittatore, Adolf Hitler aveva emanato le leggi razziali contro gli ebrei e aveva condotto l’Italia alla II guerra mondiale, una guerra sbagliata da tutti i punti di vista che aveva portato l’Italia alla sconfitta, prima e poi, dopo l’otto settembre all’occupazione nazista, fiancheggiata dai fascisti della Repubblica sociale in tutto il centro-nord.

A poche decine di metri di distanza da dove ci troviamo, all’Albergo Aurora, vennero fucilati dai nazisti tre carabinieri, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti. Avevano partecipato alla Resistenza contro i tedeschi occupanti. Scoperti, si erano messi in salvo. I tedeschi presero in ostaggio dieci cittadini fiesolani, e fecero sapere che se questi tre carabinieri non si consegnavano, li avrebbero fucilati al loro posto. Ebbene questi tre eroici militari si consegnarono e furono fucilati.

Finita la guerra c’era quindi da costruire un nuovo stato, libero e democratico. I sei partiti antifascisti che avevano guidato politicamente la Resistenza, Democrazia Cristiana, Partito comunista, Partito d’Azione, Partito Socialista, Partito Liberale e Democrazia del lavoro, avevano concordato di rimettere questo potere al popolo italiano.

Il 2 giugno 1946 il popolo italiano (per la prima volta anche le donne) fu chiamato ad esprimere due voti: il primo, sulla forma istituzionale dello stato era se si voleva che l’Italia continuasse ad essere una monarchia o dovesse diventare una repubblica. E vinse la Repubblica. Senza questo voto, invece di un Sandro Pertini avremmo avuto un Vittorio Emanuele IV e invece del nostro presidente Sergio Mattarella avremmo avuto sempre Vittorio Emanuele IV o magari il suo erede Emanuele Filiberto!

Il secondo voto era per l’Assemblea Costituente, cioè per la sua composizione, proporzionale al voto che avrebbero ricevuto i vari partiti, e all’interno delle rispettive liste risultando eletti i candidati che avevano ricevuto più preferenze.

Bene questa assemblea lavorò di buona lena. In poco più di un anno aveva concluso i suoi lavori, approvando il testo completo il 22 dicembre. E questo permise proprio il 27 dicembre del 1947 a procedere alla promulgazione della Costituzione stessa cioè alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dopo la firma del capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola. 

La promulgazione -ricordiamolo- è l’atto formale con il quale il capo dello stato dichiara valido ed efficace un atto normativo.

La nostra Costituzione non si limita a definire le istituzioni in cui vengono esercitati i tre poteri, legislativo, esecutivo, giudiziario, e che dobbiamo votare ogni cinque anni per la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, oppure che (Art.114) la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Ma la nostra Costituzione un po’ come la dichiarazione universale dei diritti dell’Onu del 1948, cioè dello stesso periodo, prescrive anche i diritti di carattere sociale che le istituzioni sono chiamate a garantire a cittadini.

Esemplare è in questo senso il secondo comma dell’art,3, dovuto in larga parte a Lelio Basso: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

O l’art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Proprio queste indicazioni programmatiche costituiscono la bellezza della nostra Costituzione. La loro capacità di realizzazione dipende da un lato dalla volontà e dalla efficacia politica di chi governa, dall’altro anche dalle mutevoli circostanze esterne. Nel 2007-2008 per esempio abbiamo dovuto subire gli effetti di una crisi finanziaria e poi economica internazionale

Come contribuire a realizzare obiettivi di tal genere da parte vostra? Certo con il voto. Votare, scegliere! Gli assenti hanno sempre torto.

E qui la prima notazione: in Italia si vota per il Parlamento, cioè Camera e Senato. E’ il Parlamento, integrato dai rappresentanti regionali che elegge il Presidente della Repubblica, è il Parlamento che conferisce o toglie la fiducia al governo.

Ecco perché personalmente non mi torna molto che proprio in questi giorni, il Parlamento sia di fatto spossessato sia per la brevità dei termini di discussione, sia per il ricorso ai voti di fiducia, della possibilità di influire realmente sulla fondamentale legge in campo economico, la legge di bilancio, la cosiddetta “manovra finanziaria” che andrà votata entro Natale.

Le leggi elettorali sono leggi ordinarie, non sono fissate in Costituzione. Sono via via cambiate nel tempo. Secondo le leggi vigenti al momento, nelle elezioni per le due Camere del Parlamento, Camera dei deputati e Senato della Repubblica, vi troverete un sistema misto sia candidati di collegio che liste bloccate di partiti. Per i Comuni invece vi troverete i candidati sindaci, le liste a questi collegate, all’interno delle quali potrete esercitare, la preferenza. Per il Parlamento europeo potrete scegliere tra le varie liste ed esprimere anche più preferenze, con il vincolo che siano di genere diverso, un uomo, una donna.

Ma c’è di più. Che succede tra un’elezione e un’altra? C’è un articolo della Costituzione, il 49 che da una facoltà alle cittadine e ai cittadini: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” Purtroppo questo articolo non ha ancora trovato la sua attuazione in una legge che fissi, pochi, essenziali, ma incisivi principi di democrazia e di trasparenza cui i partiti stessi devono uniformarsi. E questo è un punto su cui vorrei soffermarmi. Proprio alla luce dell’attualità è necessario che ai cittadini, vengano rinvigorite queste facoltà di partecipazione proprio attraverso l’approvazione di una legge sui partiti politici.

Generalizzare il diritto del cittadino e della cittadina ad eleggere il proprio candidato al Parlamento onde questo possa rispondere loro del suo operato, restituirgli a pieno titolo la possibilità di associarsi in partiti per concorrere con metodo democratico alla formazione della volontà nazionale. Questo dobbiamo ai diciottenni e su questo vogliamo suscitare anche il loro impegno.

Valdo Spini

L’importanza della partecipazione

Cinque passi verso il voto/5. L’ultimo approfondimento di questa mini serie lo voglio dedicare alla partecipazione. Non mi piacciono gli uomini soli al comando: le idee per il bene comune nascono dal confronto e dalla collaborazione: ecco quello che chiedo a ciascuno di voi per i prossimi mesi. Le occasioni pubbliche non mancheranno, ma anche la piazza dei social sarà un luogo di confronto. Vi aspetto!

Fiesole 2019: un Sindaco civico

Cinque passi verso il voto/4. Oggi vorrei parlare con voi di un tema che mi sta particolarmente a cuore: il civismo. Che cosa significa? Vuol dire che anche alle prossime elezioni ci presenteremo senza partiti alle spalle. E non perché pensi che nei partiti ci sia qualcosa di sbagliato, ma per continuare a essere “cittadina fra i cittadini”. Volete saperne di più? Guardate qui.

La Costituzione ai 18enni

Fiesole festeggia i suoi diciottenni e regala loro la Costituzione. Giovedì 27 dicembre, alle ore 15, nella sala del Basolato in piazza Mino sono invitati tutti i ragazzi del nostro Comune che quest’anno hanno compiuto la fatidica maggiore età. Si tratta di un’età importante, di grandi responsabilità. Proprio per questo ritengo che sia bello che Fiesole dia il benvenuto a questi suoi cittadini adulti e lo faccia donando loro il testo della Costituzione, la legge fondamentale a cui tutti ci richiamiamo e su cui si basa la convivenza civile in Italia. La data che abbiamo scelto non è casuale. La Costituzione, infatti, è entrata in vigore il primo gennaio 1948, esattamente settant’anni fa, ma fu promulgata qualche giorno prima, proprio il 27 dicembre 1947. 
All’incontro nella Sala del Basolato ci sarà Valdo Spini, già deputato e professore universitario, che parlerà in breve proprio della Costituzione. E verrà presentato il volume “I combattenti e le guerre del ‘900: documenti, luoghi e monumenti nella memoria” a cura di Maura Borgioli con l’archivio dell’Associazione nazionale combattenti e reduci di Fiesole, che contiene anche pagine su Giorgio Spini, padre di Valdo e importante storico scomparso nel 2006.
I diciottenni del Comune stanno ricevendo in questi giorni il mio invito. Ho sottolineato come per loro “Non sarà una serata noiosa” ma “un momento importante” in cui proprio loro saranno al centro. Fra l’altro, da poche settimane è stata appena approvata la riforma dell’esame di Maturità e fra le materie di orale sono state inserite proprio Cittadinanza e Costituzione, tematiche spesso purtroppo trascurate a scuola. Un’occasione come quella del 27 dicembre fornirà ai nostri neo maggiorenni spunti e riflessioni originali che torneranno utili proprio anche in vista della Maturità che dovranno affrontare.

Fiesole 2019: alcune priorità

Cinque passi verso il voto/3. Dopo aver parlato del modo in cui intendiamo costruire il programma, affrontiamo oggi alcune delle priorità. Naturalmente i temi saranno anche molti altri oltre a quelli che trovate in questo video: dai rifiuti alla sicurezza, alle tante esigenze del centro e delle frazioni. E non dubitate che ne parleremo ancora insieme.

Polizia municipale e convivenza civile: nuove regole

Il Consiglio comunale ha approvato oggi pomeriggio all’unanimità il nuovo regolamento della Polizia municipale. Si tratta, anzi, di qualcosa più ampio: è un “Regolamento di Polizia Urbana e norme per la convivenza civile”. Anche Fiesole, così, ha adottato il testo unico, composto da 28 articoli, promosso e condiviso da ventuno amministrazioni comunali della Città Metropolitana di Firenze e presentato lo scorso ottobre alla presenza del Prefetto Laura Lega. Le amministrazioni coinvolte – oltre a Fiesole – sono quelle di Barberino del Mugello, Barberino Val d’Elsa, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Dicomano, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Marradi, Palazzuolo sul Senio, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Scarperia e San Piero, Sesto Fiorentino, Signa, Tavarnelle Val di Pesa, Vaglia e Vicchio. In questi comuni, dove è in corso di approvazione dai rispettivi consigli comunali, si avrà così un regolamento unico, frutto del lavoro di condivisione dei comandanti della Polizia municipale delle amministrazioni interessate, così da avere norme e sanzioni allineate e aggiornate al decreto Minniti.
Come detto, non è semplicemente un regolamento dei vigili urbani. Ma un testo che riguarda anche la convivenza civile e il coinvolgimento dei cittadini: dalla responsabilizzazione di esercizi commerciali e privati per la pulizia davanti ai propri immobili, all’obbligo per gli stessi di sgomberare dalla neve e dal ghiaccio i tratti di marciapiede davanti al proprio ingresso. Le norme riguardano inoltre igiene urbana, tutela del pubblico decoro di abitato e aree verdi, quiete e tranquillità, sicurezza, cultura della legalità. Fra gli articoli, il divieto di affissioni sui pali dell’illuminazione pubblica o le norme per i proprietari di animali, col dovere di impedire rumori molesti. Norme anche per gli artisti di strada, ma anche un riconoscimento ribadito del ruolo sociale della Polizia municipale, specie in caso di emergenze che coinvolgano persone sole o anziane.

Auditorium: la volta buona?

La pubblicazione del bando è ormai imminente, entro la fine dell’anno. E segna, così, un passo importante, forse decisivo verso la fine di un’odissea che si trascina da tanto, troppo tempo: quella dell’Auditorium di piazza del Mercato. Una struttura voluta e costruita dalle precedenti amministrazioni, la cui vicenda risale almeno a quindici anni fa, quando fu posta la prima pietra. Con il bando che il Comune presenterà a giorni (quello dello scorso anno, pubblicato per un periodo molto breve, era andato deserto), si andrà a individuare il soggetto che finalmente si occuperà del completamento e della valorizzazione della struttura.
In pratica, chi si aggiudicherà la concessione, potrà gestire l’Auditorium, dopo averlo completato curandone allestimento e arredi adatti alla funzione specifica cui lo destinerà. Punto fermo: la destinazione dell’edificio dev’essere culturale. Si tratta della cosiddetta “concessione di valorizzazione”, ovvero una forma di collaborazione fra pubblico e privato per lo sviluppo del patrimonio pubblico: si assegna a soggetti privati il diritto di utilizzare a fini economici pr un certo periodo immobili pubblici, a patto che il privato li riqualifichi. Nel caso dell’Auditorium, il vincitore avrà a disposizione per il completamento delle opere un fondo di 1,1 milioni provenienti da finanziamenti regionali vincolati ad attività culturali.
Abbiamo, insomma, messo a punto una strategia per uscire dall’impasse di un progetto che, va detto, nel 2004 è nato sbagliato per dimensioni, tipologia e modalità di esecuzione rispetto alla realtà locale. Come spiega l’assessore all’Urbanistica, Iacopo Zetti, “Uno studio dell’Università di Firenze ha evidenziato tutte le problematiche della gestione della struttura e da tale situazione siamo ripartiti per costruire un bando che permettesse al vincitore di poter gestire in equilibrio la struttura, con un budget iniziale a disposizione che gli permetterà di completare l’opera secondo un progetto di gestione. Questo è particolarmente importante per far sì che in un prossimo futuro la struttura sia un polo di attività e non l’ennesimo debito da assumere da una collettività locale già duramente colpita da politiche di investimento sbagliate”. Sottolinea Barbara Casalini, assessore alla Cultura: “L’obiettivo che mi sono sempre posta, lavorando a questo complesso problema, è che l’Auditorium possa diventare, a prescindere dalla specifica destinazione cui si rivolgerà in termini prevalenti, un punto di riferimento nella vita e nel tessuto sociale di Fiesole. Le potenzialità di questo spazio, infatti, sono in grado di poter ospitare non solo manifestazioni delle prestigiose istituzioni culturali internazionali che ruotano intorno alla nostra città, ma anche di farne un luogo familiare e apprezzato nella vita e nelle varie attività associative dei fiesolani”.
Chi si aggiudicherà la concessione potrà gestire Auditorium e bar per un periodo che va da un minimo di sei a un massimo di cinquant’anni. L’edificio si sviluppa su cinque livelli, dall’ingresso/foyer, con sala espositiva, fino al bar e alla terrazza panoramica sul tetto. La sala è composta di platea e galleria. I posti per gli spettatori sono 316. Le offerte potranno essere presentate fino al 20 giugno. La valutazione comincerà il primo luglio. Sarà quindi la prossima Amministrazione a scegliere chi sarà il vincitore.