La partecipazione come metodo

Sentirete parlare da più parti di “partecipazione”. Ebbene, durante questi cinque anni di Amministrazione noi abbiamo davvero messo in pratica un sistema di governo che ha coinvolto i cittadini sulle scelte importanti per il futuro della comunità fiesolana. Un metodo di governo innovativo in una visione globale che viene riassunta nell’idea di programma rappresentata dal “Sistema Fiesole”.

In concreto, sulla partecipazione sono stati sperimentati metodi diversi come: tornate assembleari (discussione sulla raccolta rifiuti, sull’urbanistica, sul bilancio); modalità deliberative (il percorso del Piano Strutturale) e di concertazione aperta (manifestazioni di interesse per le scelte urbanistiche); progetti nati dall’iniziativa di cittadini e gruppi di lavoro condivisi con la maggioranza (Distretto biologico); coprogettazione di opere all’interno di un percorso didattico (la riqualificazione dell’area per attività sportive adiacente la scuola di Borgunto); partecipazione come sistema di formazione (le attività formative del Marchio Fiesole); cura dei beni comuni attraverso il coinvolgimento diretto (il regolamento sui Beni comuni e l’adesione alla rete dei Comuni di Economia Collaborativa); azioni mirate a carattere sociale con associazioni, attori locali, istituzioni e utenti.

IL PIANO STRUTTURALE – In materia di urbanistica è stato rivisitato e sostanzialmente modificato il Piano Strutturale, primo gradino della pianificazione di livello comunale. L’urbanistica non è una materia solo tecnica, ma un “governo del territorio”, così come prescritto dalla Legge Regionale Toscana, ovvero una sorta di patto collettivo sul futuro dei luoghi che condividiamo, che la stessa legge prevede passi per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte. Nel corso di questi anni non abbiamo interpretato questo passaggio come mera informazione su decisioni già prese, ma abbiamo anticipato ogni possibile deliberazione con un percorso partecipativo. Un primo processo di partecipazione è stato finanziato in parte dall’Amministrazione e in parte grazie a fondi vinti sui bandi dell’Autorità Regionale per la Partecipazione nel 2017. Tale percorso è stato coordinato dalla Fondazione Michelucci ed ha costruito un primo nucleo di informazioni sulla progettualità diffusa nel territorio comunale che poi è entrato a far parte dei materiali del Piano Strutturale. È seguito poi un secondo percorso partecipativo, svolto in contemporanea alle attività di studio e progettazione del Piano: interviste, un questionario on-line, incontri ripetuti in varie zone, la presentazione finale del lavoro con ampie possibilità di commento sono stati i modi per raccogliere le molte sollecitazioni che emergono dal territorio, da cittadini singoli e associazioni. È stata predisposta una manifestazione di interesse che ha permesso a chiunque lo volesse di far pervenire ai progettisti del piano proposte precise. Tutti questi elementi sono stati il motore del primo vero piano costruito a Fiesole con gli abitanti.

RIFIUTI Un altro percorso di partecipazione è stato dedicato alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Al momento dell’insediamento il sistema di raccolta era caratterizzato da tre diverse modalità (cassonetti, bidoncini, porta a porta) e la situazione del gestore dei servizi era in trasformazione. Sono stati organizzati una serie di incontri in tutte le aree (8 in totale, ripetendo in alcuni casi gli incontri negli stessi luoghi a distanza di tempo per verificare le ipotesi sorte nel frattempo) e due seminari di studio a distanza di un anno l’uno dall’altro. Un percorso lungo, che ha dovuto per altro gestire anche i tempi della gara d’appalto prolungati dalle note vicende giudiziarie, ma che ha poi portato alla decisione di estensione del modello porta a porta che, se non ha trovato un consenso unanime (come per altro è ovvio che accada) è nata proprio durante gli incontri e grazie ai contributi dei cittadini, piuttosto che dentro gli uffici tecnici.

LA SCUOLA DI BORGUNTO – Il progetto di riqualificazione del campo di calcetto adiacente la scuola di Borgunto, a differenza di molti progetti analoghi, non è stato elaborato da un singolo professionista, bensì da un gruppo di tecnici che hanno coinvolto in tutte le fasi i ragazzi della scuola elementare e media,, costruendo un progetto di architettura ed un percorso didattico attraverso un’esperienza di progettazione partecipata. Il nuovo “campino” verrà dunque realizzato anche secondo la fantasia e la capacità di interazione dei ragazzi.

IL MARCHIO FIESOLE – Il percorso di formazione previsto dal regolamento per la concessione del Marchio ha rappresentato un momento importante non solo di formazione collettiva ma anche di conoscenza e reciproca scoperta tra soggetti provenienti da tutto il territorio ed operanti in settori molto diversi, dall’economico, al culturale, all’associativo. Un metodo di lavoro di gruppo che dovrà sicuramente essere ulteriormente sviluppato nei prossimi anni, con una forte regia dell’Amministrazione, la quale dovrà accompagnare e alimentare questa forma di laboratorio di idee del mondo economico dei piccoli operatori, favorendo progetti che rafforzino la rete delle aziende che hanno ottenuto il Marchio Fiesole.

IL DISTRETTO BIOLOGICO – Ne abbiamo parlato più volte, ma proprio con la nascita del Distretto Biologico, l’Amministrazione ha accolto e accompagnato una spinta dal basso sia della società civile sia delle aziende agricole. Un progetto nato da un Gruppo di Lavoro (Consumo consapevole e mangiar sano) che ha visto coinvolti privati cittadini e consiglieri e che ha guardato al territorio e al mondo dell’agricoltura dalla prospettiva del consumo consapevole e della salute. Ciascun passaggio è stato condiviso dall’Amministrazione con le aziende agricole e la società civile, fino a culminare nell’effettiva costituzione del Distretto Biologico (dicembre 2017), un nuovo modello disviluppo del territorio con al centro la sostenibilità ambientale ed il benessere della collettività. Il progetto è stato poi ripreso ed arricchito nel percorso partecipativo che ha accompagnato la stesura del Piano Strutturale. La migliore sintesi di come il percorso è stato vissuto dai vari attori è contenuta nell’affermazione del proprietario di una piccola azienda agricola che, parlando in un incontro pubblico, ha detto “l’Amministrazione ci ha preso per mano e accompagnato in questa avventura”.

ALTRE FORME DI CONDIVISIONE – Un’altra forma di  condivisione  è stata sperimtentata con l’iniziativa sul monitoraggio della mosca dell’olivo organizzata dal Circolo Arci La Montanina, che non solo è stata patrocinata dal Comune ma, attraverso l’Assessorato, ha trovato un sistema di rilancio settimanale delle informazioni a tutte le aziende agricole ed ai produttori hobbisti.Un utile patrimonio informativo per tutti, che favorisce l’applicazione di pratiche sostenibili di gestione anche da parte dei produttori hobbisti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *