Distretto Biologico: il percorso verso il riconoscimento regionale

Abbiamo approvato in Consiglio comunale l’accordo per il “Distretto rurale ad alto valore biologico di Fiesole”. Facendo così il primo passo per il riconoscimento regionale del nostro Distretto Biologico fiesolano, una realtà importante, un modello di sviluppo sostenibile del territorio in cui la nostra Amministrazione crede molto. E che è l’attuazione di quanto era scritto nel nostro programma di governo di cinque anni fa: rendere l’agricoltura di qualità di nuovo protagonista.

Sul territorio fiesolano sono presenti una trentina di aziende agricole che coltivano seguendo il metodo biologico, ovvero un’agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente, nella quale sostanzialmente è vietato l’uso di pesticidi e concimi chimici. Il 45% della superficie agricola fiesolana è coltivata a biologico, un tasso molto superiore alla media nazionale che è appena del 15%. Aziende d’eccellenza, piccole e grandi, che si sono messe insieme per costituire il Distretto biologico, con l’appoggio concreto del nostro Assessore allo Sviluppo economico Stefania Iacomi. Un’esperienza unica in Toscana nel suo genere, un modello per altri territori che vogliano seguire lo stesso percorso. E che potrà creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, perseguendo un modello di economia sostenibile.

L’ultimo passaggio in Consiglio comunale è un passo importante del percorso avviato nel 2015 da Cittadini per Fiesole in collaborazione con Slow Food Firenze e che ha portato ad aprile del 2018 alla costituzione dell’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole, che ha il Comune fra i suoi soci fondatori.

“È uno degli impegni che c’eravamo presi”, ha spiegato l’Assessore allo Sviluppo Economico Stefania Iacomi nel presentare l’accordo in Consiglio comunale. “Con il Distretto abbiamo messo le radici per portare avanti uno sviluppo economico diverso per il nostro territorio, basato su un’agricoltura di qualità, con una visione allargata e moderna”.

Ad oggi non esistono leggi nazionali o regionali sui distretti biologici. Ecco così la scelta di percorrere la strada del riconoscimento regionale come “Distretto rurale ad alto valore biologico”. “In questi anni abbiamo visto crescere una progettualità comune e concreta sul nostro territorio. Aziende che hanno cominciato a parlarsi e a conoscersi, a collaborare, ad esempio comprando insieme materiali così da abbattere i costi”, spiega ancora l’Assessore Iacomi. “L’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole è aperta anche alla società civile: ecco perché è un progetto virtuoso dove anche i cittadini possono dare il proprio contributo progettuale”.

Insomma, quella che con il Distretto abbiamo cominciato a costruire “È una nuova Fiesole, quella delle aziende, delle fondazioni, delle associazioni, dei cittadini, che insieme all’Amministrazione ha cominciato il cammino verso l’ambiziosa meta di uno sviluppo sostenibile in un territorio di qualità”, come ha sottolineato la consigliera comunale Silvia Mantovani in Consiglio Comunale.

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